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Reggina-Lecce, storie di ex

Quarta gara stagionale al Granillo per la Reggina che all’ottava giornata di campionato si trova già a giocare una partita chiave per il prosieguo del proprio campionato.

A sbarcare in riva allo Stretto sarà il Lecce di Beretta che ha nel suo organico due ex amaranto e un reggino di Melito Porto Salvo.

Non sarà sicuramente della gara Andrea Zanchetta, a Reggio nella sfortunata stagione 2000/2001 nella quale si mise in luce come una delle poche note liete di quella disgraziata annata.

Arrivato in comproprietà dal Chievo, al termine della sua

esperienza in Calabria si trasferì al Vicenza, dopo essere stato riscattato dalla stessa società clivense che lo girò in prestito ai corregionali biancorossi.

Furono ventiquattro per lui le presenze con la casacca della Reggina in cui firmò cinque gol, molti dei quali di ottima fattura. A memoria è facile ricordare quelli strepitosi contro l’Atalanta in trasferta e la magistrale punizione segnata al Renato Curi alla penultima giornata di campionato contro un Perugia che si ritrovò a giocare in trasferta nel proprio stadio per colpa degli oltre diecimila reggini che invasero il capoluogo umbro coltivando l’illusione di una salvezza, sfumata solo negli ultimi minuti dello spareggio  contro l’Hellas in cui lo stesso Zanchetta segnò uno dei due gol reggini.

Sicuramente meno importante fu l’esperienza di Viktor Boudianski alla corte di Walter Mazzarri.  Giovanissimo, approdò al S. Agata dopo un contenzioso relativo al cartellino del giocatore con la Juventus, che alla fine si concluse con un conciliante accordo di comproprietà tra le due società.  Nella stessa situazione si trovò l’uzbeko Zeytulaev che alla fine dell’anno diventò tutto della società di Foti, mentre l’ucraino dopo un paio di apparizioni in campionato tornò in bianconero da cui poi partì per andare alla ricerca di altre esperienze.

Chi invece l’amaranto non l’ha mai vestito è Fabio Caserta, nonostante sia nato poco lontano da Reggio Calabria.  Quest’estate avrebbe voluto che il sogno di indossare la casacca della squadra per la quale tifa si fosse avverato, ma non ci sono mai state realmente le condizioni perché avvenisse un suo passaggio dal Palermo alla Reggina.  Adesso proverà con un po’ di tristezza a far capire a chi non ha puntato su di lui che probabilmente si sbagliava.

Tra le fila dei padroni di casa sono invece due gli ex salentini: Bruno Cirillo e Ciccio Cozza. Due figli del S.Agata, nonché leader dello spogliatoio amaranto che nel corso della loro storia calcistica hanno maturato un’esperienza in Puglia.

Il difensore venne ceduto in compartecipazione dall’Inter ai giallorossi, due stagioni dopo la sua esplosione in serie A che coincise con la sua cessione ai neroazzurri per tredici miliardi di lire. Nel 2001/2002 mise assieme diciotto presenze e tre reti, mentre al termine dell’annata tornò in prestito alla Reggina per restarci solo sei mesi e fare ritorno al Lecce nel mese di Gennaio, questa volta in serie B.   In quella sessione invernale di calciomercato partirono Cirillo e Pierini e Foti commentò le loro cessioni così:”Si tratta di due giocatori che a livello tecnico rientrano nelle valutazioni sbagliate dalla società”.   

In nome dell’amore per la maglia della Reggina, lo stesso Cirillo quasi sei anni dopo non dimostrò risentimenti nei confronti della società e accettò di buon grado il suo, questa volta fortunato, ritorno in riva allo Stretto.

Ciccio Cozza venne prelevato dalla Reggina nel gennaio del 1999 proprio dal Lecce,  squadra nella quale conserva un buon ricordo nonostante la sua fu un’esperienza molto breve e caratterizzata dai pessimi rapporti con l’allenatore Sonetti che lo schierava in una posizione non consona alle sue caratteristiche.

Di sicuro al Granillo i tifosi avranno voglia di sperare che per una volta siano gli ex della Reggina a far male alle loro vecchie squadre come ha già saputo fare Corradi con il Chievo, e non quelli degli altri come accaduto con Amoruso e Borriello.

Pasquale De Marte