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La Reggina sprofonda a Firenze (3-0)

Una  Reggina che si presentava da penultima in classifica al Franchi, in uno stadio in cui non aveva mai portato a casa un punto veniva da più parti considerata come sicura perdente al cospetto di una formazione guidata da un allenatore contro cui gli amaranto nella loro storia erano riusciti a racimolare solo una vittoria su quattordici precedenti.

L’intenzione degli uomini di Orlandi, almeno inizialmente, era quella di provare a ribaltare il pronostico e per farlo il tecnico amaranto aveva provato a mettere in campo una formazione con tanti uomini d’attacco e figlia di qualche scelta a sorpresa, come quella di Corradi mandato addirittura in tribuna.

All’inizio della gara alle parole della settimana sembrano seguire i fatti, e la Reggina, guidata da Cozza sembra

tenere in mano il pallino del gioco, provando a creare qualche grattacapo sulla sinistra difensiva della Fiorentina sull’asse Vigiani-Brienza, senza riuscire mai però a pungere.

Chi invece la porta la vede, è il diciannovenne montenegrino Jovetic che si rivela per gran parte della gara la più preoccupante spina nel fianco di una retroguardia molto attenta per almeno venticinque minuti di gioco.   Tuttavia la prima occasione del match è proprio per il pupillo di Savicevic, che raccoglie una palla vagante in area dopo un corner battuto dalla destra,  che si vede ribattere la propria conclusione a botta sicura da un intervento alla disperata di Cirillo.

Poco dopo una punizione da distanza siderale di Ciccio Cozza scalda le mani a Frey che di pugno allontana la sfera, resterà questa l’unica conclusione in porta degli amaranto per tutto il primo tempo.

L’impressione che si ha è che la squadra di Orlandi resti troppo schiacciata al limite della propria area di rigore e gli inserimenti di Jovetic, opportunamente imbeccato da Kuzmanovic, rappresentino un’autentica lama che va a tagliare come il burro la fase difensiva amaranto.

Lo stesso centrocampista svizzero più volte riesce a beneficiare dello spazio e del tempo che Carmona gli concede per alzare la testa e mettere palloni importanti che molto spesso favoriscono i tagli di Pazzini e  Santana che riescono con grande abilità a trovare lo spazio, spesso e volentieri nel mezzo tra Santos e Cirillo.

Nella parte centrale del primo tempo torna in auge Jovetic e per la Reggina sono ancora dolori. Al 25’ un  suo tiro da venticinque metri impegna severamente Campagnolo, con un assist permette a Gobbi di sfiorare la traversa con un tiro dal limite e poi, sfruttando un allegra marcatura di Barreto su un angolo, calcia alto da posizione favorevole.

Al 38’ arriva la svolta della gara,  solito palla in mezzo di Kuzmanovic tra i due difensori, Santana salta Campagnolo che lo tocca in modo falloso, lasciando la Reggina in dieci e concedendo a Pazzini l’opportunità di siglare la rete dell’1-0  con il rigore sul quale Puggioni, subentrato a Vigiani, non può nulla. Ritorna al gol l’ex attaccante dell’Atalanta, dopo che l’ultimo l’aveva segnato proprio  agli amaranto nell’aprile del 2008.  

Nel finale del primo tempo, Brienza vorrebbe un penalty per un fallo ai suoi danni,  ma il contatto non pare esserci.

L’avvio della ripresa fa si che si intraveda una Reggina impotente di fronte all’inferiorità numerica. Orlandi prova a correre ai ripari e richiama un pessimo Rakic in panchina, a favore di Ceravolo.

Gli amaranto spumeggianti e sfortunati ammirati contro il Catania appaiono uno sbiadito ricordo, mentre torna d’attualità la squadra asfittica divenuta triste consuetudine in trasferta.

Al 15’ un cross di Lanzaro mette Cozza nelle condizioni di girare a rete di testa, ma la torsione del capitano, seppur da buona posizione sul primo palo, è fuori misura.

Non accade nulla o quasi fino alla mezz’ora, fino a quando la Reggina prova in maniera piuttosto arruffona a costruire un’occasione che possa valere il pareggio, senza successo.  Poi, arriva Gilardino, subentrato a Pazzini, per siglare il 2-0 e timbrare il proprio cartellino da goleador.   Il gol ha una trama già vista: Montolivo prende palla e alza la testa, movimento in profondità dell’attaccante, Lanzaro sale con ritardo e tocco sotto a battere Puggioni.

Al 37’ la frittata viene confezionata dall’estremo difensore e Santos, entrambi si fanno anticipare dall’ex milanista che va a segno per la doppietta personale e la terza marcatura di squadra.   Centesimo gol per lui in serie A, niente male per uno che ha compiuto da poco ventisei anni.

Ennesima prova imbarazzante lontano dal Granillo per la Reggina, che a questo punto torna a vedere tante nubi all’orizzonte. Di sicuro nessuno, in questo momento, vorrebbe essere nei panni del presidente Foti che si trova a far fronte ad una situazione in cui trovare in Orlandi il responsabile principale sarebbe troppo semplice, mentre ci sono una società (leggasi presidenza, alla luce dell’organigramma) e una squadra che di responsabilità sembrano averne parecchie.

Pasquale De Marte