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Roma-Reggina, ascoltato amico del tifoso accoltellato

«Ho visto con certezza una persona con il cappellino in testa, con i capelli chiari, una persona che riconosco come l’imputato estrarre il coltello. Ma non l’ho visto colpire il mio amico». Questa la testimonianza che Luigi P. ha rilasciato oggi al giudice monocratico di Roma. Luigi era in compagnia di Claudio Morabito

 quando, il 20 settembre scorso, quest’ultimo è stato accoltellato prima della partita tra Roma e Reggina. L’imputato è Fabio Testadiferro, ultrà romanista accusato di lesioni gravi.

«Ero nel piazzale della Farnesina – ha raccontato il testimone chiave della vicenda – ero distante da Claudio. Ho sentito ad un certo punto litigare, mi sono girato e ho visto due persone avvicinarsi e colpire il mio amico. Poi ho sentito la frase: “Ti sei salvato perché stai con la ragazza, altrimenti eri morto”».

L’imputato, assistito dall’avvocato Lorenzo Contucci, era stato scarcerato martedì scorso. Il tribunale del riesame, a cui aveva fatto ricorso il difensore, per un errore della cancelleria non aveva inviato gli atti alla procura, facendo scadere i termini. Il giudice ha poi rinnovato la misura cautelare e Testadiferro è tornato in carcere ieri.

Secondo l’avvocato Contucci ci sarebbero però altre immagini, oltre a quelle prodotte dalla Digos, girate dalle telecamere in prossimità dell’Olimpico, che potrebbero aver ripreso il momento esatto dell’aggressione. Per questo motivo il legale ha prodotto una copia delle foto delle telecamere posizionate nella zona dello stadio , chiedendo al giudice monocratico l’acquisizione dei filmati che coprivano la zona dell’aggressione, cosa che a suo dire scagionerebbe il suo assistito. Il processo è stato aggiornato al prossimo 24 ottobre.