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Reggina, la mentalità conta più del risultato. Per ora…

Tra le tante note positive che ci lascia Reggina-Catania (sotto l’aspetto sportivo; l’aggressione di 20 esagitati catanesi ad uno steward si commenta da sola), ce ne sono due che vanno in direzione opposta. All’amarezza per la mancata vittoria, in casa amaranto si aggiunge la consapevolezza

 che la Serie A di quest’anno è durissima, e tutte le nostre dirette concorrenti sono ben attrezzate e difficilmente superabili.

Ci troviamo tuttavia in un periodo in cui certe prestazioni servono più dei risultati. Ieri abbiamo visto la Reggina migliore della stagione. Oltre al modulo, che finalmente presentava le due mezzepunte, è cambiata drasticamente la mentalità (bravo Orlandi). La squadra ha attaccato a pieno organico per 80 minuti, e la voglia di vincere ha permesso di assimilare in pochi giorni uno schema fin qui mai provato in gare ufficiali.

Particolare menzione merita il centrocampo. Vigiani ha sfruttato la propria duttilità per alternarsi tra la fascia destra e le zone più interne del campo, quando c’era da dare una mano a Carmona. Lavoraccio anche per Barreto, passato nella posizione di mediano sinistro, che aveva occupato solo una manciata di volte con Ulivieri. In mezzo a loro due, ha brillato Carmona (che gran giocatore), abile sia ad interrompere le ripartenze del Catania, che a proporsi continuamente per impostare il gioco. Solo in sporadiche occasioni si è fatto ricorso al lancio lungo.

La gara col Catania ci lascia anche con altre indicazioni sui singoli. Alvarez è una più che valida alternativa in difesa: se si eccettua l’errore che ha consentito il vantaggio di Paolucci, ha ben figurato. Potrà essere utilizzato in questo tipo di gare, in cui la Reggina intenderà proiettarsi spesso nella metà campo avversaria, e magari consentirà ad Orlandi di trovare un centrale affidabile in Lanzaro. Intoccabile appare adesso il modulo con due mezzepunte, dato che Brienza e Di Gennaro, oltre a far ammattire gli avversari, si sono prestati anche ai rientri in fase difensiva.

L’ultima nota di merito la riserviamo all’allenatore: apprezzabile il cambio di modulo dal 4-3-2-1 al 3-4-2-1 appena il Catania è rimasto in 10. Adesso Orlandi potrà lavorare al meglio durante la sosta. La squadra dovrà ripresentarsi con la dovuta brillantezza nella trasferta tabù di Firenze fra due settimane. Dovrà essere osservato con attenzione il serbo Rakic, che ieri è stato molto pericoloso nonostante fosse al 30% della condizione fisica: l’impressione è che possa far fare il salto di qualità all’attacco della Reggina.

Paolo Ficara