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La Reggina sbatte sul Catania e sui suoi errori

retecosta.jpgdi Pasquale De Marte – Foto Franco Cufari – Ci sono nove punti di differenza tra il Catania e la Reggina all’inizio della gara, ma la differenza che si nota in graduatoria non pare emergere sul campo.  A tenere il pallino del gioco è soprattutto la Reggina che ha le occasioni migliori nella prima mezz’ora di gioco, dove gli inserimenti tra le linee di Brienza e Di Gennaro creano non pochi problemi alla difesa rossazzurra. Già   al 2’ minuto gli amaranto vanno vicinissimi alla rete del vantaggio  con una punizione di Franco Brienza che va a colpire l’incrocio dei pali della porta difesa di Bizzarri.

Le solite amnesie difensive potrebbero portare addirittura gli etnei, rei forse di aver sottovalutato troppo l’avversario nell’approccio alla gara, in vantaggio. Al 4’ Cirillo buca una palla filtrante che per poco non mette in movimento davanti a Campagnolo Paolucci, che si fa anticipare da Valdez.

Un minuto dopo l’ex juventino si libera di ogni marcatura in piena area di rigore e prova a sfruttare un angolo battuto dalla destra. L’attaccante si rende protagonista di una bella torsione che però non va a bersaglio, terminando fuori  controllata dall’uomo sulla linea di porta.

Al 13’ Brienza si trova ad essere nella stessa posizione di Palermo, solo davanti a Bizzarri, questa volta a terra non c’è nessuno e il giocatore prova ad andare a segno, ma di destro calcia a lato.

Intorno al 20’ è Di Gennaro a salire in cattedra, mettendo alle strette la fase difensiva ospite, riuscendo a trovare per due volte la conclusione nello spazio di un minuto.  La prima è una puntata dal limite smanacciata da Bizzarri in angolo, sugli sviluppi del quale  lo stesso ex milanista è abile a rientrare sul sinistro e a provare a sorprendere il portiere argentino sul suo palo, che però non si fa trovare impreparato respingendo la conclusione potente e precisa.

Al 25’ e al 27’ è ancora un motivatissimo Brienza a provare a trovare il gol, ma in entrambe le occasioni, un tiro dal limite e uno da posizione defilata a sinistra, la mira non è delle migliori.

Dopo di che la partita inizia ad avere le polveri bagnate, e a fare più notizia più che il gioco sono le tensioni che registrano nella tribuna nuova dove si verifica uno scambio di insulti tra i tifosi catanesi presenti e il pubblico di casa.

Allo scadere della prima frazione è ancora Brienza a rendersi pericoloso, ma il suo colpo di testa, scaturito da un cross di Vigiani dalla destra, termina di poco alto sulla traversa.

Al 51’ Vigiani dribbla avversari come fossero birilli nell’aria di rigore catanese  e dal fondo mette in mezzo una palla arretrata per Brienza, che prende la mira e impegna severamente Bizzarri a terra, sulla respinta però nessuno è pronto a correggere in rete.

 Orlandi sostituisce Corradi con Ceravolo, ma la scelta di privilegiare la velocità del reggino ai chili e ai muscoli del toscano non rappresentano una scelta azzeccata.

Al 64’ occasionissima per il Catania, pallone in mezzo dalla sinistra e Costa perde Izco in area, che in spaccata spara addosso a Campagnolo un ‘occasione impossibile da sbagliare.

Al 68’  Alvarez perde maldestramente la palla al limite dell’area, la palla giunge a Paolucci che da diciotto metri trova il gol con una conclusione precisa sotto l’incrocio.

La risposta della Reggina è immediata, Rakic ( subentrato a Di Gennaro), si inserisce in area e di testa, Bizzarri è superlativo a negargli la rete in tuffo a pochi secondi dal suo esordio in campionato.

Al 70’ Paolucci commette un fallo da tergo su Costa e rimedia la doppia ammonizione che gli vale la fine anticipata della sua partita.

E’ ancora Rakic a farsi servire in area ma la conclusione a botta sicura dell’attaccante serbo viene miracolosamente salvata da Silvestre. Dal calcio d’angolo seguente, arriva un colpo di testa sul primo palo da parte di Ceravolo, la palla si stampa sulla traversa, ma il tap  in vincente di Costa vale l’1-1.

Alla fine la Reggina avrebbe anche l’opportunità di portare a casa l’intera posta in palio, vista la superiorità numerica, ma l’imprecisione di molti suoi uomini non le consente di perseguire l’obiettivo.

Alla resa dei conti per Orlandi c’è un solo punto che non fa né morale, né classifica.

 

Pasquale De Marte