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Reggina-Catania, storie di ex

“Se segno esulto, eccome!”.  Era lo scorso Maggio e con queste parole Giacomo Tedesco inflisse una sorta di pugnalata al cuore ai suoi ex tifosi reggini, che lo avevano accolto per quattro stagioni prima del suo passaggio al Catania avvenuto a parametro zero durante

 il mercato estivo del 2007.

Furono quattro stagioni intense quelle del centrocampista palermitano in riva allo Stretto, che in quattro campionati ottenne altrettante salvezze, l’ultima delle quali è quella storica della penalizzazione.

Le centoventuno presenze e le cinque reti in massima serie sono il riassunto numerico della sua esperienza amaranto, partita nel 2003 dopo che la Reggina lo aveva prelevato a fine contratto dalla Salernitana, immediatamente dopo un’esperienza maturata sempre in Calabria, a Cosenza.

Domenica si ritroverà di fronte la sua ex squadra con cui ha ottenuto un costante miglioramento nel rendimento che gli ha permesso di mettersi in mostra come uno dei centrocampisti più affidabili di medio livello e in grado di abbinare quantità e qualità, al punto che nella sua prima stagione a Reggio rubò il posto al suo attuale compagno di squadra Davide Baiocco, all’epoca arrivato in prestito dalla Juventus.

Il suo attaccamento alla maglia gli ha permesso di diventare uno dei beniamini del pubblico del Granillo, che in molte occasioni gli ha fatto sentire la propria presenza e vicinanza, anche in situazioni incresciose come quelle che lo videro accusato di aver usato parole irriguardose nei confronti della figlia malata di Abejon, all’epoca al Cagliari, e alla conseguente squalifica per quattro giornate.

Suscitò qualche polemica una sua ammonizione rimediata per essersi tolto la maglia dopo un gol nonostante sulla tua testa pesasse una diffida.  La squalifica, di fatto, gli permise di saltare l’impegno contro quella che sarebbe stata la sua prossima squadra.

Il suo inizio alle falde dell’Etna fu tutt’altro che positivo dato che soprattutto Baldini lo considerava poco nel corso della passata stagione, menre quest’anno il suo impiego con Zenga  risulta essere maggiore.

Oltre al palermitano tedesco nel Catania militano Lorenzo Stovini e Giuseppe Colucci.

Il difensore può ormai essere considerato un punto fermo degli etnei dato che da due stagioni guida la retroguardia rossazzurra con grande profitto.  La sua esperienza a Reggio durò solo due stagioni, entrambe in serie A e furono le prime due assolute degli amaranto in serie A.

Mise assieme sessantasei presenze e un gol, per poi dopo la retrocessione rifiutare la convocazione per il ritiro  precampionato e accasarsi al Lecce per dieci miliardi di lire.

Il centrocampista, al contrario, aveva la ferma intenzione di prolungare la sua esperienza con la Reggina, rimanendo molto deluso dal mancato sforzo di Foti per il riscatto del suo cartellino dal Verona a cifre non esattamente proibitive.   Giocò a Reggio un solo anno con uno score di cinque reti in trenta presenze, niente male per un centrocampista che si vide costretto a saltare le ultime partite di campionato per una lunga squalifica derivante da un’accesa discussione con un guardalinee a Cagliari.

Ha fatto storia il suo gol alla Juventus, quando grazie ad un fortunoso rimpallo sul suo bacino, dopo un rinvio di Cannavaro, portò in vantaggio gli amaranto di Mazzarri su quella che era la corazzata di Capello imbattuta in Europa e in Italia da mesi, che terminò la sua striscia utile proprio al Granillo. Lui con ogni probabilità non sarà della gara, visto che da tempo sa di non rientrare nei piani di Zenga.

Non figurano ex catanesi, invece, tra le fila amaranto.

Pasquale De Marte