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La Reggina è poca cosa, altro KO a Palermo

Terza sconfitta consecutiva per la Reggina che perde anche a Palermo, dopo aver ceduto a Roma e Milan.  I rosanero fanno poco o nulla per vincere la gara, che però viene offerta su un piatto d’argento ai padroni di casa che approfittano delle consuete ingenuità della difesa amaranto e sulla cronica sterilità offensiva degli uomini di Orlandi, la cui posizione a questo punto potrebbe essere valutata dal presidente dopo che già in estate lo stesso Foti non era convintissimo della conferma del tecnico, arrivata con un mese di ritardo.

Nei primi dieci minuti di partita sembra di assistere al solito film già visto in questa prima parte di stagione con la Reggina che parte bene con buoni fraseggi, sebbene per lo più orizzontali, con Vigiani sugli scudi e poi con il solito svarione, oggi di Cirillo, corre il rischio di andare sotto.

Nell’occasione,Miccoli, per fortuna di Campagnolo,al 14’ non corregge  in rete un cross di Migliaccio, nonostante si trovasse in buona posizione.

Gli amaranto potrebbero pungere sfruttando l’inserimento di Brienza tra le linee della difesa e del centrocampo rosanero, ma raramente trovano la verticalizzazione giusta e quando lo fanno, Liverani  è costretto ad atterrare con le maniere forti il numero ottantuno reggino rimediando un’ammonizione al 22’.

I lanci lunghi, invece, sono per lo più preda dei difensori di Ballardini che in varie circostanze sovrastano il pur generoso Corradi.  Lo scenario che si delinea è quello degli ospiti che attaccano senza rendersi pericolosi e i padroni di casa che aspettano sornioni dando l’impressione di avere nelle corde la facoltà di pungere gli avversari, senza però mai farlo.

Al 34’ sembra di rivedere il gol di Pato di mercoledì, un lancio taglia in due la difesa amaranto costringendo Santos ad andare a chiudere in posizione defilata sulla sinistra su Cavani, che mette in mezzo un pallone su cui Simplicio è più reattivo  di Cirillo a trovare l’impatto con la sfera, ma il corpo all’indietro del brasiliano fa si che la traiettoria si alzi andando abbastanza alta sopra la traversa.

Un minuto dopo, Miccoli semina panico e avversari penetrando nella difesa ospite e in corsa, non riesce a superare l’ultimo ostacolo rappresentato da Campagnolo, calciando a lato.

E’ l’ultimo brivido di un primo tempo avaro di emozioni, in cui Amelia non si è mai sporcato i guanti.

In  avvio di ripresa, Brienza salta un avversario fino a trovarsi solo davanti ad Amelia, ma accorgendosi di Corradi e un avversario a terra si ferma nonostante la concreta possibilità di andare a rete.  Applausi dal suo ex pubblico del  Barbera, un po’ meno dai tifosi della Reggina che vedevano vicina la possibilità di passare in vantaggio.

Il Palermo prova ad impensierire Campagnolo con un colpo di testa fuori equilibrio che finisce alto. E’ il preludio al gol.  Hallfredsson perde palla nell’area avversaria, con  Cirillo  che , all’ennesima prestazione insufficiente, buca clamorosamente una palla  profonda in cui si trovava in netto anticipo su Miccoli, che fugge in velocità e al ‘6 trafigge Campagnolo in uscita.

Orlandi punisce solo l’islandese, e lo richiama in panchina a favore di Barillà, poco dopo Orlandi sostituisce Costa con Sestu.

Nonostante i cambiamenti il gioco della Reggina non cambia nella sostanza e si caratterizza per la pochezza di idee, l’isolamento di Corradi e la scarsa incisività di Brienza.

Farina si conferma “poco simpatico” agli amaranto, ammonendo Lanzaro, diffidato, per un  fallo inesistente su Simplicio lanciato in contropiede.

Gli uomini di Orlandi ci provano con la forza della disperazioni guidati da Carmona, che sembra essere l’ultimo ad arrendersi, con un tiro a lato dopo uno spettacolare palleggio nel cuore dell’area di rigore.

Il Palermo appare un po’  stanco, ma la Reggina non sembra averne per impensierire la squadra di Ballardidni.

All’89’ Carmona reclama un rigore, ma Farina non ci pensa proprio ad accordarlo anche se non sembra esserci, mentre un evanescente Brienza esce per crampi.

Finisce dopo quattro minuti di recupero. La Reggina resta a un punto in classifica in penultima posizione e tra sette giorni c’è un Catania in gran forma da affrontare.

Pasquale De Marte