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Reggina, poco carattere e pive nel sacco

Torna alla vittoria la Roma e lo fa contro la Reggina, in un match in cui i capitolini non fanno nulla di trascendentale se non approfittare di una squadra che non ha saputo reagire al fortunoso vantaggio trovato da Panucci, grazie ad un collettivo infortunio difensivo degli ospiti. 

Nei primi minuti la formazione dello Stretto è padrona del campo, e al 7’ va vicina al gol, lancio millimetrico di Carmona, torre di Corradi e sinistro al volo di Vigiani: la palla finisce di poco fuori.

Dopo il primo quarto d’ora in cui gli amaranto riescono a togliere il respiro alla manovra giallorossa con un pressing asfissiante dei propri centrocampisti, nella fase centrale si ha l’impressione che la Roma salga di tono e a assuma il controllo delle operazioni nel settore nevralgico con Aquilani sugli scudi. Al 14’, dopo un azione corale, un tiro dal limite di Brighi, conclusione violenta di prima intenzione ma alta  sopra la traversa. Di fatto è l’unica occasione costruita dai padorni di casa, che viene bissata al 31’ quando una triangolazione rapida mette Menez a tu per tu con Campagnolo, che chiudendo lo specchio al francese, lo costringe a un colpo sotto senza esito. 

Dopo la mezz’ora la gara si addormenta e sembra destinata a scivolare via fino alla fine della prima frazione, dato che De Rossi e compagni non trovano lo spazio che vorrebbero per affondare e spesso si affidano a estemporanee conclusioni dalla lunghissima distanza, tutte senza esito. Anzi, ad avere rimpianti è proprio la formazione di Orlandi che, priva di Brienza dall’inizio, si dimostra incapace di sfruttare in contropiede gli spazi che i giallorossi concedono.

Sembra, perché così non è.  Nel primo dei due minuti concessi dall’arbitro Gervasoni, va in onda il pessimo spettacolo della “Banda del buco” amaranto. Una punizione dalla trequarti, neanche irresistibile, non viene spazzata via dall’area, complice anche un clamoroso liscio di Corradi,  in mischia arriva una conclusione che impegna severamente Campagnolo, la cui respinta viene maldestramente colta da Valdez che con un debole calcio, di fatto, smarca Taddei che serve al centro Panucci,  che sigla l’1-0 con un tap in da pochissimi centimetri dalla linea di porta.

Nella ripresa l’ingresso di Brienza serve a scuotere, ma neanche tanto, la squadra, ma la prima opportunità è per Vucinic che, da posizione impossibile, impegna Campagnolo sul primo palo. 

L’errore di Barreto, al 5’, lancia una ripartenza romanista, la palla giunge ad Aquilani, la cui falcata non viene contrastata da nessuno fino al limite dell’area,  dove di sinistro si inventa una traiettoria che si insacca sotto l’incrocio per il 2-0 romanista. 

Da allora vengono fuori tutti i limiti caratteriali della squadra di Orlandi che subisce il colpo e le lacune divengono voragini.  L’intesa tra Barreto e Carmona è tutt’altro che buona, mentre se risulta approssimativa la condizione del paraguaiano, è  contraddistinta da una certa timidezza la prova del cileno.  Come d’incanto la Roma torna a dare spettacolo col suo gioco spumeggiante e la Reggina sta a guardare.

Il migliore in campo della prima frazione, Vigiani, si perde nel grigiore generale e inizia a sbagliare anche lui i passaggi più elementari, mentre le sponde di Corradi sull’abuso del lancio lungo si perdono nel nulla e le distanze tra l’ariete senese e il resto della squadra appaiono incolmabili.

In un’occasioneCampagnolo si supera su Vucinic, che, addirittura  da terra, riesce a concludere pericolosamente a giro dal cuore dell’area di rigore.

L’ingresso di Ceravolo non cambia la sostanza del match che si protrae fino al termine senza particolari sussulti, se non con la sensazione che l’arrendevolezza e la mancanza della forza per reagire della Reggina abbia quasi dell’imbarazzante.

 Il gol di Perrotta (esulta nonostante il suo decennale passato amaranto nelle giovanili), dopo una ribattuta di Campagnolo, in cui l’ex di turno è il più lesto a prendere il rimbalzo, chiude un’amara gara per la squadra di Orlandi.

Intanto mercoledì c’è il Milan e una nuova sconfitta potrebbe prefigurare un ultimo posto  in classifica che per una squadra che non sembra avere tanto carattere potrebbe essere una mazzata, nonostante ci si trovi solo alla quarta giornata.

Pasquale De Marte