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Roma-Reggina, storie di ex

Torna per la nona volta all’Olimpico l’appuntamento con Roma – Reggina.   Tra i tanti spunti che offre il match, come al solito ci soffermiamo sugli ex che sono tre. Due indossano la maglia amaranto e si tratta del portiere Campagnolo e del difensore Lanzaro. 

L’estremo difensore, dopo aver fatto le giovanili del Cittadella, non ancora diciannovenne si è trasferito nella capitale per difendere i pali della Primavera giallorossa.  Dal 1997 al 2000, prima di trasferirsi al Genoa, è più volte andato in panchina, in qualità di terzo numero uno, sebbene non sia mai sceso in campo in gare ufficiali.

L’altro ex, Lanzaro, ha anche lui vestito la casacca giallorossa per diverse stagioni, soprattutto nelle formazioni giovanili.   Considerato uno dei più interessanti prospetti del calcio italiano si mette in luce, tanto da far tutta la trafila nelle varie nazionali giovanili, si guadagna la stima di Zeman che per l’intera stagione 98/99 lo fa gravitare attorno alla prima squadra. L’esordio arriva solo il 9 Maggio del 99 quando il tecnico boemo decide di impiegarlo al fianco di gente come Zago e Aldair. Resterà quella l’unica presenza in giallorosso per il “Cinghialotto” , prima di iniziare un lungo girovagare in Italia tra Verona, Cosenza, Palermo, Empoli e Salernitana fino a trovare la sua giusta dimensione in riva  alo Stretto.

Dall’altra parte ci sarà invece Simone Perrotta, un campione del mondo divenuto un po’ l’alfiere del settore giovanile della Reggina, essendo lui uno dei più importanti “figli del S.Agata”.  Prova ne sia che il sito della società di Via delle Industrie, il 9 giugno del 2006, non ha perso tempo nel tributare le proprie congratulazioni a quel ragazzo partito da Reggio, direzione Juventus, con una valigia piena di speranze e talento.   

Nato per caso in Inghilterra da una famiglia originaria di Cerisano (CS), si è trasferito a soli tredici anni nella Reggina dove è maturato come uomo e come calciatore.  Tre campionati in B con 77 apparizioni complessive e una rete gli sono valsi la chiamata della “Vecchia Signora”, tanto che Moggi non ebbe timore nel definirlo il “Tardelli del 2000”.

Al di là della sua discutibile condotta extrasportiva, l’allora dg bianconero ci aveva visto lungo nell’ingaggiarlo, non nello scaricarlo qualche stagione dopo.

Le esperienze di Bari e Chievo convincono, nel 2004, la Roma a puntare su di lui, e i risultati li conosciamo tutti.

A 31 anni (compiuti ieri) oltre a un mondiale vinto, in archivio può vantare un Europeo under 21 vinto nel 2000 (tra l’alto con l’ex compagno nella Primavera amaranto Cirillo e gli altri “reggini” Pirlo e Baronio) e ben 45 presenze, con due reti, in nazionale.

p.d.m.