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Reggina, il ferro va battuto quando è caldo

La soddisfazione per il 4-0 rifilato al Cagliari in Coppa Italia rimane per poche ore. C’è da concentrarsi subito su di un impegno ben più importante per la Reggina, che sabato sarà di scena allo stadio ‘Olimpico’ contro la Roma. In quest’ottica, la gara di ieri sera è servita soprattutto per accumulare minuti nelle gambe di Franco Brienza.

Presentarsi con la migliore formazione possibile diventa un obbligo per una provinciale, se si vuole pensare di fare risultato, magari pieno, contro una big del calcio italiano. Ma ovviamente non basta. Nella passata stagione, la Reggina ha navigato in cattive acque per quasi tutto il campionato, anche per la mancanza di risultati positivi contro le corazzate.

La vittoria contro la Juventus (leggete in chiave ironica, ma non troppo) è stata un danno, perchè ha prolungato la permanenza di Ulivieri in panchina per un’altra settimana. Per il resto, si contano solo sconfitte contro Inter, Milan, Roma e Fiorentina (al ritorno, mentre all’andata ci fu un pari). Nella propria storia in massima serie, la Reggina ha sempre costruito le proprie salvezze attorno ad uno o due exploit contro avversari che fino a due lustri fa, per la tifoseria amaranto, erano leggendari ed inarrivabili.

In quattro giorni, la Reggina affronterà le due big che patiscono una crisi di inizio stagione. Se gli amaranto, pur perdendo, possono mantenere intatte le speranze salvezza, Roma e Milan sono già costrette a fare risultato. Un vantaggio non da poco per chi va ad affrontarle adesso. A ciò uniamo le difficoltà atletiche e mentali, che hanno portato giallorossi e rossoneri ad inanellare tonfi dal 31 agosto a questa parte.

Di contro, ci sarà una Reggina che grazie alla prestazione offerta contro il Torino, ha ottenuto consapevolezza dei propri mezzi ed ha individuato due pedine fresche e spavalde come Carmona e Barillà. Almeno il primo dei due scontri sulla carta impossibili, dev’essere affrontato senza timori reverenziali. Il ferro va battuto quando è caldo: la Roma è in difficoltà, per gli amaranto il pollice è alto, da qualche giorno a questa parte. Orlandi sta dimostrando di sapere il fatto suo, avrà sicuramente visto Roma-Cluj martedì sera ed avrà valutato la necessaria strategia.

Mancano due giorni. Il tempo di immaginare Lanzaro e Costa che rintuzzano gli affondi degli esterni avversari, o i sudamericani Barreto e Carmona che tolgono il respiro a De Rossi e Aquilani, o Brienza che si beve la difesa ed entra in porta col pallone. Al fischio d’inizio apriremo gli occhi, e a quel punto poco ci importerà di assistere a tocchi di fino. Per i calciatori, i nostri calciatori, sarà importante correre… anche ad occhi chiusi.

Paolo Ficara

(foto Cufari)