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Legni e applausi per la Reggina

Era il gennaio del 2000 quando, in un Reggina-Bologna, Jorge Vargas faceva il proprio esordio con la maglia amaranto, imbavagliando Signori e Kennet Andersson. Adesso la Reggina sembra aver pescato ancora bene, tra il fiero popolo cileno.

Non è possibile definire come prestazione da incorniciare, quella di Carlos Carmona ieri contro il Torino, solo per una questione di centimetri. Anzi, di legni. Già si immaginavano i titoli dei giornali, quando al terzo minuto la sua saetta su punizione stava per battere Sereni. Ci si è messa di mezzo la traversa, ma l’episodio non ha afflosciato la verve agonistica di questo 21enne, di cui facciamo fatica ad individuare un passaggio sbagliato o una palla persa. Siamo convinti che per lui sia stato l’inizio di una brillante carriera in Italia.

Altro legno, altri applausi per Nino Barillà. Alzi la mano chi si aspettava una prestazione così convincente da parte sua, che non aveva mai giocato da titolare in campionato. Forse solo Orlandi, che lo ha preferito ad Hallfredsson. Protetto alle spalle da Costa, ha avuto libertà di spingere e diciamolo a mente fredda, non ha fatto assolutamente rimpiangere Modesto. Anche nel suo caso, la traversa colpita al 10′ ancora trema, ma l’episodio sfortunato non gli ha impedito di continuare a convincere per il resto della gara. E’ migliorato tanto ma può e deve fare ancora dei progressi.

Non potevamo non dare il giusto spazio a questi due singoli, non solo per la giovane età, ma anche per le circostanze del loro utilizzo. Carmona, che non conosce il nostro idioma e non si allenava agli ordini di Orlandi da un mese, è stato gettato nella mischia causa assenze di Barreto e Cascione. Barillà era finito in tribuna contro il Chievo, alla prima di campionato. Veniamo ora alla soddisfacente Reggina, ammirata ieri al ‘Granillo’ contro il Torino.

Soddisfacente perchè siamo pur sempre ad inizio stagione e la formazione era rimaneggiata, oltre che per la caratura dell’avversario. Avevamo però anticipato che il Torino, vista la stazza di parecchi suoi titolari, avrebbe avuto difficoltà di passo. Fatto sta che anche l’elemento teoricamente più pericoloso, cioè Rosina, è stato annullato e questa è una prova della grande attenzione e della grande voglia di far bene dell’intera squadra amaranto.

Pur avendo creato otto palle gol, la maggior parte delle quali sono finite fuori dallo specchio della porta, qualcosa dev’essere registrato a livello di convinzione e di meccanismi. Il riferimento è al primo tempo, in cui l’iniziativa sembrava lasciata più che altro ai singoli. Nella ripresa si sono viste anche le discese dei terzini, segno che nell’intervallo è arrivato uno sprone.

Adesso c’è la Coppa Italia col Cagliari, ma soprattutto sabato prossimo si va ad affrontare la Roma di Spalletti: ci auguriamo che Barreto e Brienza siano abili e arruolati, e di non concedere la solita distrazione difensiva a Totti e compagni.

Paolo Ficara