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Reggina, col Toro è 1-1

Nel giorno del ritorno al Granillo degli indimenticati ex Bianchi ed Amoruso, la Reggina conquista il  primo punto del suo campionato  con una prestazione che lascia ben sperare per il futuro.

Priva di alcuni dei suoi uomini più importanti, la formazione di Orlandi è sembrata sin dall’inizio capace di imporre il proprio gioco su un Torino che a sorpresa, nonostante la caratura dei propri grandi uomini d’attacco, non è riuscito a tenere palla con costanza e a costruire occasioni da gol in modo sistematico.

La pressione degli amaranto inizia sin dai primissimi di gioco, quando una punizione del giovane esordiente Carmona, colpisce la traversa facendo correre un brivido lungo la schiena di Sereni.

Poco dopo, la sfortuna torna ad accanirsi contro la formazione reggina, che aveva già perso Barreto per infortunio in settimana, quando una percussione in area Di Gennaro propizia una conclusione da buona posizione di Nino Barillà, con palla ancora sul montante.

Accade che non sempre chi gioca meglio vince e, manco a dirlo, a passare in vantaggio al 12’ sono  gli ospiti grazie ad una grande realizzazione di Amoruso, bravo a colpire, dal limite dell’area, il pallone di controbalzo e a indirizzarlo con il sinistro sotto l’incrocio, anche con l’ausilio di una deviazione.

Il confuso gioco a centrocampo che ha interessato la parte centrale del primo tempo ha fatto per qualche minuto il gioco del Toro, che non è mai riuscito ad approfittare di una difesa amaranto non sempre impeccabile nel controllare la propria zona di competenza.

L’inerzia appare essere ora dalla parte dei granata, ma i  primi segnali di risveglio amaranto arrivano intorno alla mezz’ora, quando due conclusioni  mancine di Di Gennaro prima e Corradi  poi, dalla distanza, finivano poco lontane dal palo della porta di Sereni.

Non era altro che il preludio alla rete, arrivata, questa volta, abbastanza fortunosamente.  Cross di Barillà dalla sinistra e intervento in chiusura di Di Loreto, la palla finisce in un angolo inarrivabile per Sereni che deve inchinarsi all’autorete del suo difensore.

Una zuccata di Vigiani nel recupero della prima frazione, terminata non lontanissima dalla porta, avrebbe addirittura potuto portare in vantaggio gli amaranto.

Nella ripresa si è registrato un calo del Toro che ha per larghi tratti subito la verve della Reggina, che in più circostanze avrebbe potuto trovare la seconda rete.

Ancora una volta potrebbe ripetersi la storia del primo tempo con Amoruso che va vicino alla rete, ma questa volta Campagnolo è bravo a dire di no con un intervento in tuffo su un colpo di testa dell’attaccante, imbeccato da un calcio d’angolo di Rosina.

Di Gennaro costringe Sereni agli straordinari indirizzando un corner direttamente in porta con il suo sinistro, ma è bravo l’estremo difensore granata a salvare prima che la palla entri.

Inizia la girandola dei cambi, Abbruscato e Stellone per Rosina e Bianchi,  mentre Orlandi butta nella mischia  Brienza e  Hallfredsson per Di Gennaro e Barillà, e a conti fatti a uscirne rafforzati sono proprio gli amaranto.

Il fantasista ischitano velocizza e di molto il gioco mettendo sotto pressione la retroguardia di De Biasi, che dopo aver provato a spaventare gli avversari inserendo la terza punta pura in campo, è costretto a correre ai ripari richiamando Amoruso (standing ovation per lui)  e mandando in campo Barone.

Nonostante questo la Reggina continua ad attaccare ed è proprio l’ex palermitano a rendersi pericoloso con un paio di conclusioni deboli abbrancate da Sereni, sebbene si fosse trovato in ottima posizione il disturbo degli avversari si è rivelato decisivo.

La gara finisce con un tiro abbastanza fiacco di Hallfredsson, lanciato in contropiede, che da distanza siderale calcia in porta ignorando un compagno in libertà sulla sinistra.

Per la Reggina, il risultato finale è qualcosa a metà tra un punto guadagnato e due punti persi, tenuto conto che nelle prossime due gare ci saranno da affrontare avversari proibitivi.

Restano le indicazioni positive giunte dai nuovi innesti, nonostante ci siano ancora molte sfaccettature da migliorare, non ultima l’attitudine di Di Gennaro a innamorarsi troppo della palla e del dribbling.

E’  stato positivo l’impatto di Carlos Carmona con il campionato italiano, e l’idea di un centrocampo tutto sudamericano con Barretu stuzzica e non poco la fantasia dei tifosi.

C’è tanto da lavorare e da migliorare, ma il dato di fatto con cui può consolarsi Orlandi è che non si parte da zero, in tutti i sensi.

Pasquale De Marte