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Pure st’anno, cantando e ballando, a San Siro si va…

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di Peppe Caridi –
L’ha pubblicamente dichiarato mille e più volte il Presidente Lillo Foti: “Voglio conquistare la decima stagione di serie A per metterci sul petto quella stellina che è il nostro simbolo del decimo scudetto”, e per farlo bisogna che la Reggina raggiunga anche quest’anno la salvezza.

Il raggiungimento della Serie A avvenuto per la prima volta il 13 giugno 1999 fu accolto come il trionfo di uno scudetto in città, ed effettivamente approdare nella massima serie dopo 85 anni di militanza nelle categorie minori non poteva che sprigionare la gioia più grande e immensa di una città come Reggio che è sempre stata abituata a soffrire e vivere di speranze.http://www.meteoweb.it/images/Reggina/6.jpg
La Reggina ha saputo realizzare un sogno, ha dato slancio morale e psicologico a quella crescita che la città ha intrapreso negli anni ‘90 e sulla cui strada sta proseguendo nel nuovo millennio.

Sono passati quasi dieci anni e la Reggina è ancora in serie A, ha disputato otto campionati della massima serie, sta disputando il nono e ha assaporato quelli che sono i più grandi palcoscenici del calcio nazionale: non è ormai una novità andare a giocare a San Siro, all’Olimpico di Roma o negli altri “templi sacri” del mondo del pallone, e non è una novità essere al centro delle trattative più importanti in ogni tornata di calciomercato, sia estiva o invernale.

Non è una novità avere decine e decine di calciatori piazzati in prestito nelle squadre di serie B e C, e non è una novità incontrare grandi ex che hanno fatto la storia della Reggina in serie A ogni domenica affrontando gli altri team della massima categoria: ogni partita nasconde il fascino di una storia sempre nuova, che rivive nella memoria di quegli applausi che gli ex amaranto raccolgono ogni qual volta arrivano al Granillo.

http://www.meteoweb.it/images/Reggina/3.jpgLa Reggina in serie A è ormai una realtà talmente tanto stabile che il pubblico stesso s’è assuefetto: sono solo 7.500 circa gli abbonati per la stagione 2008/2009, a dispetto dei 24.000 che avevano sottoscritto la tessera nel 1999/2000, e non è più tempo delle grandi folle nelle piazze e per le vie di Reggio ogni qual volta c’è qualcosa che odora di amaranto: le masse si muovono un pò per mode, un pò per novità e negli ultimi anni affollano le vie di Reggio non più per la Reggina, griffe ormai antiquata per i ritmi di questa città, ma piuttosto per il cantante di turno che diverte e intrattiene  a piazza Indipendenza piuttosto che all’Arena Ciccio Franco.

Ma poco importa per la gioia e l’immenso piacere di una piazza intera che, consciamente o inconsciamente si vede proiettata sul panorama nazionale anche per lo sport e per il calcio, per le belle storie in maglia amaranto, e non solo per le solite notizie di cronaca nera collegabili alla ‘ndrangheta.

Domenica ricomincia la Serie A e la Reggina esordisce in casa nella stagione 2008/2009: la prima partita davanti al proprio pubblico sarà, ironia della sorte, proprio contro il Torino dei grandi ex: Diana ma soprattutto Rolando Bianchi e Nicola Amoruso.http://www.meteoweb.it/images/Reggina/4.jpg
Amoruso, con i suoi 40 goal realizzati in tre stagioni, è stato il cannoniere più proficuo della Reggina in serie A e in coppia con Bianchi fu uno degli artefici principali della miracolosa salvezza raggiunta nella stagione 2006/2007 dopo aver subito la penalizzazione di -15 (scontata a -11 nel corso del campionato): l’indimenticabile trionfo più bello della storia amaranto.

E allora ecco che l’appuntamento di domenica al Granillo diventa imperdibile.
Imperdibile non solo per rendere il giusto tributo di applausi e affetto a due grandi della storia Reggina in serie A come Bianchi e Amoruso, ma anche per sancire con una grande presenza la corsa a quella stellina che è il sogno del Presidente non in quanto manager ma in quanto primo tifoso amaranto.

E solo così, dopo essersi stampati sul petto la stellina e dopo aver conquistato la decima stagione in serie A, si potrà ambire a più grandi scenari, a più affascinanti palcoscenici in vista del centenario della Reggina che cade nel 2014.

Nella speranza che l’età dell’oro amaranto, il sogno diventato realtà, duri ancora, anno dopo anno, sempre di più.