Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina, chi mal comincia…

Reggina, chi mal comincia…

E’ uso diffuso affidarsi al popolare detto “Chi ben comincia è a metà dell’opera…”, ma la Reggina rispetto a questa tradizione è piuttosto anticonformista.  Gli amaranto nelle ultime dodici stagioni hanno sempre, o quasi, centrato i loro obiettivi rendendosi protagonisti di esordi quasi mai brillanti e in una sola occasione caratterizzati dalla vittoria.
Il 27 Agosto del 1995 gli amaranto, reduci da un campionato di C dominato, bagnarono il loro ritorno in cadetteria con un 2-2 casalingo contro l’Ancona, un pesantissimo 7-0 a Marassi contro il Genoa, conquistando i primi tre punti solo alla decima giornata contro il Perugia (gol di Aglietti al 90′) e  raggiungendo alla fine del torneo una salvezza incredibile con quattro vittorie nelle ultime quattro gare. L’ 8 Settembre del 1996 la prima di campionato fu una disfatta per la Reggina di Buffoni che perse in casa  2-1 dalla matricola Lecce (poi promossa in A), per poi continuare la propria serie di sconfitte fino alla quarta giornata quando una punizione di Dionigi (capocannoniere del campionato con 24 reti) e le parate del diciannovenne Belardi consentirono ai reggini di portare via un punto dal campo della corazzata Bari. Servirono undici giornate per acquisire la prima vittoria contro il Castel di Sangro, mentre furono il cambio di allenatore, gli innesti di Sesia (ko per sei mesi inizialmente) e Criniti a dare il là a un campionato che ebbe come culmine una salvezza tranquilla. 
Il 31 Agosto del 1997 esordì la Reggina di Colomba, proprio contro il Chievo, rimediando la prima sconfitta in un campionato che ebbe gli amaranto sempre nelle zone alte della classifica (sesto posto finale).  Il 6 settembre del 1998 il battesimo della Reggina di Gustinetti si tenne al Via del Mare di Lecce, dove un gol di Margiotta condannò il sodalizio dello Stretto alla prima resa di una stagione che vide, si arrivare la prima vittoria alla quarta partita contro la Lucchese, ma anche la prima storica promozione in massima serie per la squadra che divenne di Bolchi nel finale di campionato.
La prima annata in serie A fu caratterizzata da due pareggi iniziali, contro Juventus e Fiorentina, e due vittorie contro Bologna e Piacenza, oltre che da una salvezza raggiunta con relativa tranquillità. Il primo ottobre 2000, la seconda stagione degli amaranto in A si aprì con una vittoria ai danni dell’Inter, un risultato che all’esordio non arrivava da anni.  Seguirono nove sconfitte (otto consecutive) in dieci partite, oltre che una retrocessione arrivata a cinque minuti dal termine di un disgraziato spareggio che riportò la squadra di Colomba in cadetteria. L’anno dell’immediata risalita, ebbe inizio con una sconfitta contro il ben più debole Ancona che al “Del Conero” si impose per 1-0 con un gol di Russo.  Lo sciopero del campionato di serie A fece slittare l’esordio del campionato alla seconda giornata, quando Miccoli condannò la Reggina di Mutti che perse 2-0 al Curi di Perugia. L’avvento di De Canio, Bonazzoli e Diana portò la Reggina a salvarsi allo spareggio contro l’Atalanta. Il 2-2 del 31 agosto 2003 contro la Sampdoria aprì il “Colomba tris”, che venne interrotto dall’esonero e dall’arrivo di Camolese che portò in salvo la squadra. Le tre stagioni del profeta Mazzarri, terminate con una permanenza conquistata in scioltezza e due giunte in condizioni proibitive, sono iniziate rispettivamente con uno 0-0 casalingo contro l’Udinese, un pesante 0-3 rimediato al Granillo  dalla Roma e una sconfitta per 4-3 a Palermo. Lo scorso anno alla prima  fu invece 1-1 contro l’Atalanta, che portò via un punto dalla Calabria grazie a un generoso rigore concesso agli orobici. 
A conti fatti, l’unica stagione in cui la Reggina è riuscita a vincere all’esordio si è trovata retrocessa al termine della stagione, mentre ha sempre centrato  gli obiettivi prefissi quando non ha conquistato i tre punti nei primi novanta minuti di campionato.  I tifosi amaranto più scaramantici sono autorizzati a fare gli scongiuri, ma sulla sponda orientale dello Stretto qualcuno potrebbe, a fin di bene, tifare per la “non vittoria” degli uomini di Orlandi, così che Lanzaro e compagni potrebbero non essere biasimati più di tanto in caso di sconfitta.

Pasquale De Marte