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Per la Reggina un inizio di stagione in salita

Concluso il ritiro di Gubbio, la Reggina si ritroverà al Sant’Agata lunedì mattina e dovrà già pensare all’esordio in Coppa Italia del 23 agosto (avversaria Grosseto o Cavese, che si affronteranno domenica). Il calcio d’agosto non consente certo di esprimere sentenze sulla bontà dell’organico, ma è utile per ottenere indicazioni in relazione all’avvio di stagione.

Gli infortuni ed un organico ancora in attesa di qualche scossa d’assestamento, ci impediscono per il momento di crearci un’opinione ben precisa sul mister Nevio Orlandi, che per la prima volta ha effettuato un ritiro con la prima squadra. Il tecnico ha giustamente sperimentato diverse soluzioni tattiche, da ora in avanti però sarebbe utile imprimere un’identità alla squadra, insistendo su uno o due assetti da proporre nell’arco del campionato.

Compagno d’avventura di Orlandi è ancora una volta il preparatore atletico Gino Mondilla. Il professore catanzarese si è occupato per la settima volta della preparazione estiva della Reggina. I precedenti ci dicono che, con i suoi metodi di lavoro, la squadra è stata quasi sempre priva di brillantezza nelle prime quattro o cinque gare ufficiali. Talvolta si è anche verificato un periodo autunnale ricco di mezze prestazioni, cioè grande intensità per i primi 50 minuti per poi far fronte a drastici cali. Se si verificheranno questi alti e bassi anche stavolta, potremo comunque essere fiduciosi per la parte decisiva della stagione, da marzo in poi.

In difesa potrebbe essere restituita la fiducia a Totò Aronica. Qualora rimanesse alla Reggina, dovrà dimostrare di avere ancora le motivazioni giuste: che sia un ottimo difensore è fuori discussione. Potrebbe quindi giocare accanto a Cirillo, gladiatorio nel rush finale dello scorso campionato. Quando il contesto richiede agonismo e temperamento, Bruno è il numero uno. La sua irruenza lo ha però spesso portato a commettere sbavature, specie quando ha avuto a che fare con avversari molto veloci, e necessita di essere affiancato da un centrale che sappia giocare la palla. Sulle fasce, Lanzaro e Costa sono due ottimi marcatori; quando ci sarà da spingere, è facile che venga chiamato in causa soprattutto l’ex bolognese.

A centrocampo, se si vorrà attuare il 4-4-1-1, rischiamo di andare in difficoltà sulle fasce. Gli attuali esterni titolari, stando agli ultimi schieramenti proposti da Orlandi in amichevole, sono Missiroli e Hallfredsson. Un po’ come se il sottoscritto si occupasse di cronaca nera o di politica. Ci si può adattare, ma a tutto c’è un limite, specie quando il contesto si chiama Serie A. Entrambi non posseggono il passo per giocare sulla fascia, sarebbero più utili in un centrocampo a 3 come mezzeali. Curiosità: il settore nevralgico, fatta eccezione per Carmona, presenta gli stessi effettivi che erano a disposizione di Ficcadenti un anno fa. Differenze? Hanno tutti un anno di esperienza in più.

Per quanto riguarda Barreto, siamo sicuri che si tratti ormai di un lontano parente, rispetto al timidone che si accontentava di svolgere il compitino: oggi è un leone. Molto ottimismo anche sui progressi di Cascione, che già nella scorsa primavera ha iniziato a dimostrare di che pasta sia realmente fatto. Possiamo essere moderatemente fiduciosi su Hallfredsson: ha il fisico, ha un discreto bagaglio tecnico, ma deve trovare la posizione in campo e la fiducia dell’ambiente. Inutile negare che l’anno scorso non si è inserito nel gruppo, e nel finale di stagione Orlandi lo ha addirittura spedito in tribuna. Ancora non ha superato completamente i problemi di lingua. Tognozzi, se rimarrà, avrà una gran concorrenza per il psoto a fianco di Barreto. Cascione e l’ottimo Carmona sono in rampa di lancio.

Inseriamo Cozza nel discorso relativo all’attacco, perchè è chiaro che dovrà soprattutto dare una mano a Brienza e Corradi. La sua assenza per infortunio è uno degli aspetti che non ci lascia assolutamente tranquilli per l’inizio di stagione. Bisogna infatti aggiungere che Brienza ha saltato ben quattro amichevoli, e non potrà presentarsi al 100% ai nastri di partenza. Per non parlare poi di Corradi, che come ogni centravanti di stazza, impiegherà un mese e mezzo per entrare in forma. Dalle amichevoli non sono arrivati particolari segnali di miglioramento da parte di Stuani. Ch invece potrebbe ritagliarsi uno spazio, e magari far valere la rapidità quando le temperature sfioreranno ancora i 30 gradi, è Fabio Ceravolo.

Paolo Ficara