Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Amoruso saluta la vetrina della Reggina e va al Torino

Amoruso saluta la vetrina della Reggina e va al Torino

Anteprima
IL GIOCATORE TORNA SOTTO LA MOLE DOPO L’ESPERIENZA CON LA JUVENTUS
di Pasquale De Marte

Strill aveva annunciato che la boutique “Reggina” non è mai chiusa, e oggi Urbano Cairo ci ha fatto un salto all’ora di pranzo sfruttando l’orario continuato e spendendo circa tre milioni di euro per acquistare il cartellino  di Nicola Amoruso che da qualche giorno aveva visto venire meno la prenotazione di Claudio Lotito .

Già dalle 16 di questo pomeriggio, infatti, in vetrina non c’è più  il bomber che nelle ultime tre stagioni ha messo a segno quaranta reti, divenendo il miglior marcatore di sempre in serie A  per la società amaranto.

La storia di Amoruso in riva allo Stretto (sponda orientale si intende) inizia per caso, e per una volta più che alla lungimiranza del massimo dirigente reggino bisogna dire grazie alla sorte, che in un primo tempo era stata tutt’altro che benevola con lui e uno dei suoi giocatori più promettenti.

Foti è un imprenditore si sa, e per dare lustro al suo negozio è riuscito a mettere in vendita  un vestito apparentemente vetusto e fuori moda, ma grazie alle cure del "sarto Mazzarri" è tornato a risplendere di luce propria e a suscitare l’interesse di squadre che allo stile ci tengono.  Non a caso lo stesso tecnico livornese lo aveva consigliato all’amico Marotta, restando inascoltato.

E’ il sette settembre del 2005, Rolando Bianchi subisce un grave infortunio al ginocchio e la Reggina con il mercato chiuso ha la necessità di ingaggiare un calciatore svincolato che possa rimpiazzare l’ariete bergamasco.  Tra i “free agents ” disponibili c’è Nicola Amoruso, trentunenne bomber con un passato in Champions con la maglia della Juventus, e un presente da disoccupato, con la sola prospettiva di andare a giocare nel poco entusiasmante campionato portoghese con la maglia del Braga dopo essere stato troppo frettolosamente scaricato dal Messina.

I più maligni sostenevano che lo spontaneo allontanamento dall’orbita Gea lo avesse in qualche modo penalizzato in termini di mercato, ma lui , chiamato da Foti, colse al volo l’opportunità di rifarsi in un mondo controllato da loschi poteri emersi, seppur con numerose contraddizioni, l’estate seguente con “Calciopoli”.

Il gol annullato per un fuorigioco dubbio a Livorno segna il suo esordio in maglia amaranto, ma soprattutto permette al bomber di Cerignola di immedesimarsi in una realtà a cui nessuno regala niente e in cui riesce perfettamente a calarsi.

La prima stagione è suggellata da undici realizzazioni, più un’autorete provocata da tre punti (Zauri contro la Lazio al Granillo).  Eguagliato il record di marcature in una singola stagione (appartenente a Kallon), raggiunge l’apice della stagione realizzando con un rigore uno dei gol del 3-0  che affonda i siciliani e permette agli uomini di Mazzarri di conquistare la salvezza matematica.  Una bella rivincita per il giocatore  che non ebbe il rinnovo contrattuale dalla società di Franza durante l’estate del 2005.

A pochi mesi da quell’ormai epico 30 aprile 2006, la Reggina viene coinvolta nel ciclone di Calciopoli e viene ammessa al campionato successivo con l’handicap di quindici punti di penalizzazione, mentre Foti mette sul mercato  Amoruso e lo vende al Rimini. Il giocatore rifiuta e resta in amaranto, ma nonostante il rinnovo con gli amaranto, si lega al dito il comportamento del presidente.  Tuttavia, è uno dei trascinatori del gruppo che raggiunge una miracolosa salvezza,  segna diciassette reti e forma una superlativa coppia d’attacco con Rolando Bianchi, divenendo uno degli idoli assoluti della tifoseria che ne chiede a gran voce la conferma nonostante le numerose richieste pervenute alla Reggina. Gli spettacolari gol a Roma e Parma, la doppietta ai rivali d’oltre Stretto e il gol al Milan, fresco campione d’Europa, dell’ultima giornata  sono le istantanee che meglio riassumono la grandezza del secondo campionato amaranto del giocatore pugliese.

Le voci durante l’estate su una sua possibile partenza si rincorrono, ma il giocatore rinnova fino al 2010, compra casa  nella zona nord della città, dice di voler  chiudere la carriera a Reggio  ed esprime il desiderio di lavorare con i giovani del Sant’Agata dopo aver chiuso con il calcio giocato.  Sembra essere il suggello per un idillio destinato a durare a lungo, ma la nuova Reggina che si presenta ai nastri di partenza della Serie A è troppo debole, ed a finire nell’occhio del ciclone è la vecchia guardia di cui Amoruso  è uno dei più autorevoli esponenti.   Il nuovo allenatore Ficcadenti viene esonerato dopo poche giornate, e con l’avvento di Ulivieri le cose sembrano migliorare, tanto che la Reggina trova la prima vittoria casalinga contro il Genoa e il primo marcatore è proprio il neoattaccante granata, che non esulta per dei dissapori con l’ambiente societario.   Arriva il mercato invernale e “Nick Dinamite” non viene convocato dal tecnico di San Miniato per motivi che secondo l’allenatore toscano esulano dal calcio giocato e sono fonte di turbamento per il rendimento del più forte giocatore che la squadra  ha in organico.

L’impressione è che la sua avventura in Calabria sia davvero giunta al capolinea, ma ancora una volta alla chiusura della campagna trasferimenti invernale è ancora un tesserato della società di Foti.   Subisce un brutto infortunio durante una gara di campionato e per il bene della causa amaranto si rimette in sesto in tempi brevissimi, ma il suo rendimento durante il girone di ritorno stenta a decollare. Nuovo avvicendamento in panchina, Orlandi rimpiazza Ulivieri che lascia Reggio assieme al suo anacronistico modo di intendere il calcio, ma Amoruso, schierato nella poco amata posizione di centravanti, pur migliorando le sue prestazioni non si sblocca,  finchè a Catania nella gara più importante dell’anno pesca dal cilindro una doppietta che gi consente di realizzare il gol numero cento in serie A ,  mentre la domenica successiva contro l’Empoli sigla  il 2-0 nella partita  che consegna alla Reggina il suo nono campionato di massima serie.

La doppietta di Cagliari ha valore platonico, ma a far rumore sono le dichiarazioni della punta che nell’immediato dopopartita conferma la volontà di lasciare Reggio,  pur manifestando a chiare lettere l’affetto per la città e per i tifosi.

La storia di Amoruso e della Reggina, iniziata per caso, finisce qui.  Intanto la boutique fa orario no-stop, ci sono altri articoli come Aronica in liquidazione, ma chi crede di comprare a prezzo da “Outlet” ha sbagliato indirizzo.   Si attendono i nuovi arrivi, almeno i clienti più affezionati (i tifosi) sono impazienti.