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Palazzi deferisce Foti e la Reggina per falso in bilancio 2004

     di Pasquale De Marte

L'ex presidente del Bologna Gazzoni, nei giorni scorsi, era tornato alla carica parlando nuovamente delle così dette fidejussioni che diedero alla Reggina la possibilità di iscriversi al campionato di calcio 2005/2006,  che secondo l'imprenditore emiliano erano del tutto irregolari. Oggi è arrivato il deferimento da parte del procuratore federale Stefano Palazzi

che accusa Foti di aver ingigantito le somme incassate per le cessioni di alcuni giocatori per appianare le perdite alla chiusura del bilancio societario del 30 giugno 2004 per garantire l'iscrizione della Reggina alla serie A. In questo caso l'attenzione si sposta perciò sulle plusvalenze sospette che potrebbero preannunciare un'altra estate "calda" per i colori amaranto.

Tuttavia fra le violazioni contestate a presidente e società non vi è quella dell"illecito sportivo", come invece avvenne nel 2006 ed è evidente che è la situazione è decisamenete meno pesante di quanto non fosse durante la rovente estate di Calciopoli.

La società è stata  deferita per responsabilità diretta.

Oltre alla Reggina, sono stati deferiti Genoa e Udinese, il dirigente friulano Soldati e il presidente dei liguri, Enrico Preziosi.

Il deferimento dei tre dirigenti  è avvenuto  per violazione dei principi di lealta', probita' e correttezza e per le irregolarita' nei bilanci dei rispettivi club.

Di seguito il provvedimento integrale

Il Procuratore Federale, esaminati gli atti e valutate le risultanze dell’istruttoria
espletata, ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale tre società di
serie A, Genoa, Udinese e Reggina e alcuni dirigenti dei suddetti club.
• Pasquale Foti, Presidente del Consiglio di Amministrazione della
REGGINA CALCIO S.p.A.
A) per la violazione dei principi di lealtà, probità e correttezza
sanciti dall’art. 1, comma 1, del C.G.S., per aver sottoscritto
alcuni contratti attinenti a diritti alle prestazioni sportive di alcuni
calciatori, con abnorme e strumentale valutazione dei diritti
stessi;
B) per la violazione dei principi di lealtà, probità e correttezza
sanciti dall’art. 1, comma 1, del C.G.S e le disposizioni di cui
all’art. 7, comma 1, del C.G.S. previgente, trasfuso nell’art. 8,
comma 1, del vigente C.G.S., per aver contabilizzato nella
situazione infrannuale al 31 marzo 2004 plusvalenze fittizie
derivanti dalla stipula dei contratti di cessione con corrispettivi
di gran lunga superiori a quelli realmente attribuibili;
C) per la violazione dei principi di lealtà, probità e correttezza
sanciti dall’art. 1, comma 1, del C.G.S e le disposizioni di cui
all’art. 7, comma 3, del C.G.S. previgente, trasfuso nell’art. 8,
comma 4, del vigente C.G.S., per aver contabilizzato nel
bilancio chiuso al 30 giugno 2004 plusvalenze fittizie derivanti
dalla stipula dei contratti di cessione con corrispettivi di gran
lunga superiori a quelli realmente attribuibili, nonché per non
aver svalutato nel Bilancio al 30 giugno 2004 le poste attive
contabilizzate al momento dell’acquisizione dei diritti alle
prestazioni dei calciatori,
tutte condotte connesse fra di loro e tutte finalizzate a far apparire
perdite inferiori a quelle realmente esistenti e ad ottenere l’iscrizione al
campionato di competenza della stagione 2005/2006 in assenza dei
requisiti previsti dalla normativa federale;
• la società REGGINA CALCIO S.p.A. per responsabilità diretta, ai
sensi dell’art. 2, comma 4, del previgente C.G.S., trasfuso nell’art. 4,
comma 1, del vigente C.G.S., con riferimento alle condotte contestate
al suo Dirigente e legale rappresentante.