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Carmona, il “6+5” ed i passaporti facili

pallone

                                  di Paolo Ficara 

Il primo acquisto della Reggina potrebbe essere uno straniero. Si tratta di Carlos Carmona, centrocampista classe ’87, capitano della nazionale olimpica cilena. Un gran prospetto, che il presidente Foti dovrebbe rilevare dall’O’Higgins (Cile).

Il condizionale è d’obbligo, perché sembra che l’inghippo sia lo status da extracomunitario del giocatore. Servirebbe un passaporto comunitario, ma ne parleremo più avanti.   Il modo meno semplice per acquisire il giovane centrocampista, riguarderebbe la cessione di uno degli attuali extracomunitari della Reggina all’estero. In Italia vige una sorta di blocco delle frontiere, atto a salvaguardare i vivai, e le società non possono acquistare calciatori provenienti da paesi che non fanno parte dell’Unione Europea. Salvo qualche eccezione.

 

È consentito, infatti, di ‘liberare’ un posto cedendo un argentino, un ghanese o un brasiliano all’estero; a patto che il calciatore in questione non si arrivato in Italia usufruendo di un passaporto spagnolo, francese o proprio italiano, altrimenti non vale. Le neo-promosse dalla B hanno invece la possibilità di ingaggiare ben tre extracomunitari. Una mossa poco felice da parte dei legiferanti del pallone dello Stivale, che ha permesso, negli ultimi anni, al Chievo di tesserare Julio Cesar per poi girarlo all’Inter, ed al Livorno di acquistare Mutu per darlo istantaneamente alla Juventus, nemmeno il tempo di mettergli la maglia addosso.

 

Libera è invece la circolazione all’interno delle leghe italiane. Due squadre di serie A possono attuare la compravendita di un giapponese, un club di B può prendere un nigeriano dalla C e via dicendo. La Reggina, dopo lo svincolo del paraguagio Paredes, accasatosi poi in Portogallo (non importa che sia andato via a costo zero, basta che il suo transfer sia uscito dalla federazione italiana), ha occupato quel posto col serbo Novakovic, arrivato dai danesi dell’Odense nel gennaio 2007.

 

Non avendo avuto molte occasioni di mettersi in mostra, scarseggiano i club che bussano alla porta della Reggina per assicurarsi il 25enne portiere. Anche perché il presidente Foti, giustamente, non si accontenta di sbolognarlo al primo che passa, ma intende rientrare dall’investimento di circa 900.000 euro spesi per il suo cartellino. Niente da fare per il momento. L’altro extracomunitario è Joelson, che a febbraio ha rifiutato un trasferimento in Russia.

 

Il modo più immediato per tesserare il cileno Carlos Carmona sarebbe un bel passaporto da comunitario. Di questi tempi, specie in America Latina, assicurarselo non è un’impresa titanica. Questa sorta di blocco delle frontiere (restrizioni non solo in Italia; in Spagna ogni club può schierare al massimo tre extracomunitari, ed in Inghilterra ci vuole il permesso di lavoro) ha scaturito il proliferare di vere e proprie imprese specializzate nel rilascio di passaporti comunitari. Basta visitare il sito www.ciudadaniaexpress.com per farsi un’idea.

 

D’altronde, non è che tutti i calciatori sudamericani possono essere coscienti di avere un trisavolo di Pinerolo o di Giulianova. Per molti di loro è però vitale approdare nei campionati europei più importanti: un ingaggio in Italia, Spagna o Inghilterra consente di sistemare sé stessi, i genitori ed i fratelli. Esistono quindi dei metodi molto pratici e rapidi, che consentono di ovviare a leggi, blocchi e quant’altro.

 Tutto questo mentre la Fifa cerca di darsi nuove regole a salvaguardia dei vivai. Discreta quella che obbliga le squadre che disputano la Champions League ad includere, nella lista dei 25 giocatori schierabili, almeno quattro elementi cresciuti nel vivaio. Nessun problema per la Roma, che annovera Totti, De Rossi, Aquilani e Curci, mentre l’Inter, pur di non ricorrere quasi totalmente ai ragazzi della Primavera, da qualche anno mantiene tra i tesserati Paolo Orlandoni, ex portiere della Reggina. Forse non tra i migliori estremi difensori in circolazione, ma ha il merito di essere cresciuto nelle giovanili nerazzurre. 

È stato appena varato il cosiddetto 6+5, ovvero 6 giocatori della stessa nazionalità della federazione di appartenenza più 5 stranieri tra gli 11 in campo. Un provvedimento che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2010, ma si prevedono scontri tra la Fifa e l’Unione Europea. Per l’Inter sarebbe un dramma. Con o senza Carmona, la Reggina sarebbe già a posto. Ma la Fifa deve fare chiarezza su chi possiede il doppio passaporto, altrimenti per una falla che si chiude, se ne apre immediatamente un’altra.

 

Sono parecchi, infatti, i sudamericani in possesso di passaporto italiano. Addirittura ce n’è uno, Mauro Camoranesi, che pur essendo nato e cresciuto in Argentina è diventato campione del mondo con l’Italia. Nella Reggina, ad esempio, ci sono Barreto e Stuani. Come vanno considerati tutti i sudamericani in possesso della cittadinanza italiana tramite doppio passaporto? Non si possono considerare extracomunitari, altrimenti non sarebbero stati tesserabili.

 

Si devono considerare italiani? Quindi farebbero parte dei 6, e non dei 5. Sarà importante fare chiarezza su questo punto, da parte della Fifa. Ma sarebbe importante anche porre un freno ai passaporti facili. Vuoi vedere che, a partire dal 2010, anche i calciatori francesi andranno alla ricerca di antenati italiani?