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Reggina: chi lascia la vecchia per la nuova….

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                             di Paolo Ficara 

In questo momento appare impossibile trattenere Nicola Amoruso a Reggio Calabria per il quarto anno. Troppi gli attriti tra il simbolo amaranto delle ultime stagioni ed il vertice societario; un rapporto che è stato ricucito, almeno a livello di facciata


nell’ultima parte di campionato, ma che non ha fatto trascendere Amoruso dalla volontà di levare le tende, già manifestata a gennaio. Il diretto interessato ha espresso a chiare lettere le proprie intenzioni, dunque una volta tanto non c’è da puntare il dito verso Foti, non è lui che vuole privarsi di quello che è un vero e proprio patrimonio tecnico della Reggina. Lo lascerà andare, ma alle condizioni della Reggina, che poi sono anche le condizioni del mercato: Amoruso ha un contratto fino al 2010, viene da 40 gol in tre stagioni e nonostante le sue 34 primavere, è giusto che chi lo vuole debba affrontare una spesa per il suo cartellino.  

Sia per il presidente, che per i tifosi, è doveroso ringraziare chi ha contribuito a tre salvezze, una più difficile dell’altra, ma è necessario anche prendere atto della volontà di Amoruso e guardare avanti. Possibilmente, nella direzione giusta. La Reggina sa di perdere un calciatore che, o da prima o da seconda punta, i gol li ha sempre garantiti. Affidare questa pesante eredità soltanto all’acerbo Stuani sarebbe il primo azzardo della stagione 2008/09.

 

La presenza di Brienza e Cozza garantisce imprevedibilità sulla trequarti, ma va inserita una punta centrale capace di trasformare in oro, il più delle volte, le giocate dei due fantasisti. Il prossimo ritiro estivo farà sicuramente bene a Stuani, uno dei tanti che si sono ritrovati abbastanza spaesati nello spogliatoio amaranto in questa stagione. Gli servirà per crescere sotto tanti punti di vista. Ma siamo in Serie A, e la categoria impone la presenza in organico di una punta che abbia annusato l’erba di San Siro o dei due Olimpici qualche volta in più rispetto al giovane uruguagio.

 

Il capitolo allenatore non è meno importante. Non è arrivata la conferma per l’ottimo Nevio Orlandi, ma soltanto mezze intenzioni, della serie “potrebbe rimanere, ma potrebbe anche non rimanere”, alla Catalano. Foti non è Cellino, che deve rientrare da Miami per guardare in faccia il proprio allenatore e mostrargli il pollice. Fosse stato convinto di proseguire con Orlandi, lo avrebbe dichiarato o subito dopo Reggina-Empoli oppure a Cagliari. Franco Colomba, fresco retrocesso dopo lo spareggio del 2001, venne confermato a distanza di pochi minuti dal triplice fischio.

 

Ancor peggio sarebbe se Foti decidesse definitivamente di non cambiare guida tecnica giunti ormai a giugno. A quel punto, Orlandi si sentirebbe un ripiego. Bisogna rispettare chi lavora da 20 anni all’interno della Reggina Calcio, a maggior ragione se ci si rende protagonisti di exploit come la salvezza appena conquistata.

 

Considerato che, in questo caso, è soltanto il presidente che deve decidere e non la controparte, è doveroso ponderare bene ciò che si lascia e ciò che si trova. La Reggina sta pensando di rivolgersi a Max Allegri, allenatore che ha sovvertito i pronostici in C-1, portando un out-sider come il Sassuolo alla promozione diretta in B. Si tratta di un giovane, 41 anni ancora da compiere. L’importante è che sia preparato sia dal punto di vista professionale che caratteriale.

 

Già, perché un anno fa, di questi tempi, Lillo Foti ha fatto un salto nel buio con Ficcadenti. Tecnico molto preparato e dalle idee moderne, il cui carattere è risultato incompatibile con quello dell’unico e solo deus ex machina della Reggina, oltre che con buona parte dei giocatori più rappresentativi. Non ci aspettiamo che a Reggio venga Zaccheroni o Novellino, dunque la fiducia iniziale per il prossimo tecnico ci dovrà essere al di là del curriculum. Si deve però conoscere bene il pittore, prima di ordinare tela e colori per il ritratto.

 

La valutazione, la prima, quella più importante, non la potranno fare né i giornalisti né i tifosi. Se il prescelto sarà Allegri, si tratta sicuramente di un personaggio che ha dimostrato il proprio carattere ed il proprio estro nella carriera da calciatore. Ove venisse operata questo tipo di scelta, sarà opportuno non creare equivoci. Da giorni si parla di un possibile incarico per Orlandi, come supervisore dell’area tecnica: è ideale piazzare, sopra la testa di un tecnico esordiente, un uomo che, dalla panchina, ha già ottenuto un importante successo a Reggio Calabria?