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Reggina, sarà ancora serie A

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di Pasquale De Marte 

Due mesi fa in pochi avrebbero immaginato che la Reggina avrebbe potuto festeggiare la permanenza in serie A, nessuno invece avrebbe pronosticato il raggiungimento del risultato con addirittura una giornata d’anticipo.

Oggi la realtà dei fatti dice proprio che oggi con la vittoria sull’Empoli  gli amaranto hanno conquistato il loro settimo campionato consecutivo di massima serie  con novanta minuti di anticipo. Più che della partita sarebbe opportuno parlare dei festeggiamenti che hanno iniziato a dilagare per la città, ma la sfida con i toscani merita di essere analizzata per la valenza che ha assunto. I toscani di Cagni si presentavano al Granillo con l’assoluta necessità di vincere per continuare a sperare in un’improbabile salvezza e hanno provato a mettere in campo l’ardore agonistico, che abbinato alla fantasia di Giovinco avrebbe potuto far andare in difficoltà i padroni casa. La Reggina ha mantenuto i nervi saldi e sorretta da Campagnoolo nei momenti più difficili ha avuto l’abilità di pazientare e pungere nel momento opportuno con un fendente di Barreto, partito da distanza siderale, che a metà ripresa, ha spaccato in due la gara portando avanti gli uomini di Orlandi , facendo esplodere un Granillo gremito come non accadeva da anni.

In avanti gli azzurri hanno creato qualche occasione senza mai dare l’impressione però di meritare il pareggio, e ciò che ha fatto la differenza negli ultimi minuti sono stati i contropiedi orchestrati da Brienza, Amoruso e Vigiani, subentrato ad un applauditissimo Francesco Cozza.

Proprio grazie ad un’azione personale del bomber è arrivato il 2-0, che dopo essersi liberato di un uomo in piena area di rigore, ha trafitto il portiere Bassi  che ha chiuso la gara e grazie ai risultati provenienti dagli altri campi ( il pareggio del Catania  e la sconfitta del Parma)  ha permesso l’urlo liberatorio dei tifosi di casa.

Nel primo tempo erano sempre stati i padroni di casa ad avere le occasioni migliori con i pericolosi scambi stretti tra i temibili tre del terzetto offensivo amaranto che varie volte hanno concesso a Brienza e poi ad Amoruso l’opportunità di concludere a rete senza successo.

In uno dei pochi tiri in porta empolesi, Marchisio, premiato da troppa libertà, ha chiamato Campagnolo ad esaltarsi in occasione di una conclusione dal limite del centrocampista di proprietà della Juventus.

Per il resto c’è solo spazio per la standing ovation attribuita ad Amoruso e Brienza, e, come detto, per la festa, l’ennesima, della Reggina.

 

REGGINA (4-4-2): Campagnolo; Lanzaro, Cirillo, Valdez, Costa; Cozza (71' Vigiani), Barreto, Tognozzi, Modesto; Brienza (79' Cascione), Amoruso (86' Stuani). All. Orlandi.

EMPOLI (4-4-1-1): Bassi; Busce', Marzoratti, Raggi, Tosto; Abate, Moro (79' Giacomazzi), Marchisio, Antonini (46' Marianini); Vannucchi (54' Saudati); Giovinco. All. Cagni.

Arbitro: Saccani di Mantova

Reti: 68' Barreto, 78' Amoruso

Ammoniti: Valdez