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Assegnato a Peppe Pizzata il decimo trofeo “Marra-Scoglio”

premiomarraAssegnato a Peppe Pizzata il decimo “Trofeo Marra-Scoglio”, premio quale miglior calciatore calabrese della stagione 2007-2008. Pizzata, ex giocatore della Reggina, under 15


qualche anno fa con la nazionale allora guidata da Marco Tardelli, è il secondo atleta, non giovanissimo, dopo Rocco La Rocca, a ricevere il riconoscimento che il tecnico professionista Pino Scopelliti attribuisce alla fine dei campionati dilettantistici calabresi. Un premio nel ricordo di Franco Scoglio, l’allenatore che ha raggiunto i massimi livelli nel calcio e di Paolo Marra, il giornalista “cantore” della Reggina di decenni addietro. Scopelliti, amico comune dei due personaggi che hanno fatto la storia anche del calcio reggino, rinnova anche quest’anno la tradizione premiando i giovanissimi calciatori maggiormente protagonisti nella nostra regione e altri atleti, come appunto Pizzata, vincitore dell’edizione 2008, che meritano il riconoscimento per “la bravura dimostrata in questi anni in tutti i campi, la serietà e la modestia che lo hanno contraddistinto” secondo quanto riportato sulla motivazione del premio. Il “Paolo Marra” è dedicato all’uomo e al giornalista che ha vissuto scrivendo di calcio prima di decidere di trascorrere l’ultima parte della sua vita a San Giovanni Rotondo, il paese del suo amatissimo Padre Pio, dove da dieci anni riposa. Il “Conte”, come amavano definirlo i suoi colleghi e amici, era un punto di riferimento per tutti i giovani che si affacciavano per la prima volta alla professione e che cercavano di carpirne i segreti. Per il terzo anno il “Premio Paolo Marra” renderà omaggio anche a Franco Scoglio. I due erano fraterni amici e quando il “professore” allenava ancora dalle nostre parti (Reggina, Messina e Gioiese) si incontravano spesso. Pino Scopelliti ricorda che “tutte le mattine, dopo il caffè che Paolo Marra degustava al Bar Massimo del Teatro Comunale, il ‘conte’ e il ‘professore’ si davano appuntamento all’Ufficio Stampa del Comune di Reggio per parlare di calcio. Discussioni animate su tattica e tecnica, gioco corto, palle inattive: era un piacere sentirli. C’è comunque il rammarico – prosegue Scopelliti – che dopo le passerelle dettate probabilmente dall’emozione del momento della scomparsa e le promesse fatte in quella occasione, ancora oggi a Franco Scoglio non è stato intitolato nulla. In particolare lo stadio San Filippo nonostante le dichiarazioni di tutti i politici, compresi gli amministratori della città di quel tempo. Spero che l’attuale Amministrazione Comunale di Messina si ricordi di un uomo che tanto lustro ha dato alla città peloritana. Gli unici che hanno rispettato le volontà del ‘Prof’ sono stati i figli Marco e Tobia che sulla tomba hanno riportato una frase rimasta storica, pronunciata nella trasmissione ‘Le Iene’ e cioè: Franco Scoglio non ero un uomo ad minchiam”. Il trofeo, ancora una volta, è stato offerto dai Supermercati Verdeblu dell’imprenditore alimentare Antonino Zumbo.