Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Il ritorno di Mazzarri al Granillo

Il ritorno di Mazzarri al Granillo

Sample Image

di Pasquale De Marte 

Reggina- Sampdoria è una di quelle partite in cui, anche solo per un attimo, la posta in palio – comunque altissima-  può essere messa in secondo piano, per fare spazio a un po’ di romanticismo in un calcio che si preoccupa di assecondare, più di tutto il resto, il vile interesse.

La sfida tra amaranto e blucerchiati è  per la formazione dello Stretto una sorta di ultima spiaggia per rilanciarsi nella corsa salvezza, per quella doriana forse l’ultimo treno per provare a rincorrere un obiettivo che avrebbe dell’incredibile: la Champions.

Ma sarà soprattutto l’occasione in cui finalmente, seppur da avversari, il pubblico di Reggio e Walter Mazzarri potranno idealmente abbracciarsi.

Quando Foti lo scelse per sostituire Camolese, fautore di  una “poco brillante” salvezza, non avrebbe mai potuto immaginare di aver preso “il meglio” che probabilmente la piazza avrebbe potuto offrire. Aldo Agroppi lo definì “uno dei migliori d’Italia”, a molti parve un’esagerazione ma l’evidenza dei fatti porta a pensare che forse quella dichiarazione non era così azzardata.

Il primo anno in amaranto del tecnico fu caratterizzato dal “taglio dei costi di gestione ”, dalla costruzione di una squadra decisamente più povera tecnicamente di quella della stagione precedente (cessione di Cozza  su tutti) e dall’arrivo di giocatori non proprio di primissimo pelo, ma la metamorfosi dei vari Mozart e Paredes, sotto l’egida del “profeta di San Vincenzo”, fecero si che l’obiettivo salvezza divenisse realtà  molto prima del previsto.

Un anno più tardi fu il tempo dell’annosa questione della fidejussione e della querelle con Gazzoni, e a pochi giorni dalla fine del mercato le partenze di Mozart e Bonazzoli non preclusero alla Reggina la possibilità di salvarsi vincendo per 3-0 il derby del 30 aprile 2006 e  conquistando con due giornate di anticipo la permanenza nella massima serie.

Terza stagione in amaranto ed ennesima parentesi trionfale, cinquantuno punti conquistati e  salvezza ottenuta nonostante gli undici punti di penalizzazione.

Tre stagioni di successi in cui sono cambiati gli interpreti, ma non il direttore d’orchestra, unico comune denominatore delle ultime fortunate annate amaranto.

Si diceva che era l’ambiente del S.Agata ad aiutarlo nel suo lavoro e a creargli le condizioni giuste per assolvere al meglio al suo compito e che forse c’era un’esasperazione dei suoi meriti,  niente di più sbagliato visto che la Reggina non ha sortito gli stessi effetti né su Ficcadenti e né sullo stagionato Ulivieri.

Da quando allena non sbaglia un colpo: Acireale, Livorno, Reggio Calabria e ora Genova, sponda Samp.

Schietto, forse antipatico e un po’ presuntuoso, maniacale cultore del lavoro e della preparazione delle partite, eccezionale motivatore con grandi abilità di gestione delle dinamiche dello spogliatoio con particolare attitudine a creare gruppi forti e omogenei.

E’ questo Walter Mazzarri, prendere o lasciare. Lo si odia o lo si ama, Reggio per gran parte lo ha amato Per lui però, fino al momento, parlano i risultati.

L’idillio tra l’uomo venuto dalla Toscana e il pubblico del Granillo  è destinato ad avere una pausa domenica alle 15 quando ognuno tornerà a guardare ai bisogni di casa propria, e la Reggina avrà necessità dei tre punti.  Lui ha detto che “se dovesse vincere non esulterebbe per rispetto dei tifosi”, loro si augurano che questa eventualità non si verifichi.