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Sic transit gloria mundi, ma non basta fischiettare nel bosco per farsi coraggio…

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                          di Giusva Branca

La strana, per certi aspetti vagamente vergognosa, vicenda-Amoruso è l’emblema perfetto della stagione amaranto.

Amoruso, insieme a Cozza (fianco a fianco in panchina al “Franchi”) è il calciatore largamente più dotato tecnicamente e maggiormente rappresentativo della Reggina.

Eppure, quest’anno, da Amoruso per la sua squadra sono giunti più problemi che motivi di speranza.

Del rapporto, logoro, duramente provato, pesantemente sfilacciato tra Nick e la Reggina proprio strill.it ha scritto più e più volte ed anche in tempi non sospetti e le pezze messe, a parole, dalla società sono parse più patetiche che convinte.

Sarebbero anche fatti privati se, proprio nella stagione più difficile (per scelte societarie, sia chiaro), il rendimento di Nick non fosse stato amaramente figlio di questa situazione.

Spesso sottotono, sempre insopportabile con i compagni, Amoroso, pur avendo, probabilmente, tutte le ragioni per essere umanamente insoddisfatto, non avrebbe dovuto consentire a tale stato d’animo di incidere sulle proprie prestazioni di professionista.

Di converso, al cospetto di una società più assente che latitante, alcuni comportamenti sono “passati” in maniera incredibile.  Il management amaranto ha consentito, incredibilmente, al capitano di non partire per la gara-boa del torneo, ad Empoli, perché “non si sentiva tranquillo”

Bene, immaginate come si sentissero, allora, i tifosi che per quella trasferta (come per altre) partirono comunque. Da lì in poi, ma anche prima, in campo dell’Amoruso conosciuto solo sprazzi, più spesso ombre. Anche prima di quel giorno, comunque, insieme alla vecchia guardia, Nick ha condizionato pesantemente gli umori dello spogliatoio e ci auguriamo non anche le scelte tecniche degli allenatori.

Che al S.Agata stessero già volando gli stracci e che, soprattutto, i senatori non vedano l’ora che il campionato e la Reggina siano alle spalle è parso probabile giovedì scorso quando Orlandi, furibondo con Aronica (e non solo) ha addirittura mandato tutti sotto la doccia anzitempo.

L’assenza di un direttore sportivo si è vista anche (e non solo) in questa occasione, ma i “buchi” di organigramma comportano che le situazioni non si riescano a gestire.

E l’ennesima conferma si è avuta con la formazione di oggi; Amoruso in panca con Cozza ed anche Cascione.

Ma il segnale di “abbandonare la nave” è suonato con la pesante intervista rilasciata in settimana da Nick alla Gazzetta dello Sport.

In un passato recente sarebbe stato impensabile ipotizzare una dichiarazione polemica sull’organico di inizio stagione da parte di un calciatore amaranto alla vigilia di una gara decisiva.

Ma tant’è…sic transit  gloria mundi, e la sensazione è che, insieme a quella di Amoruso, stia andando via anche la gloria di un’organizzazione societaria, quella amaranto, che solo qualche anno addietro aveva costruito il miracolo amaranto.

Eppure, nonostante tutto, pur essendo tristemente all’ultimo posto in classifica, per la Reggina la speranza, numeri alla mano, c’è ancora.

E’ degli uomini veri che si sono perse le tracce e mandare quel signore e gran professionista Nevio Orlandi a cercarli somiglia tanto al bimbo che fischietta nel bosco per farsi coraggio…