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La Reggina ha un piede nella fossa

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di Pasquale De Marte 

La Reggina, come ampiamente preventivabile, esce sconfitta dal Franchi e alla luce dei risultati provenienti dagli altri campi si ritrova all’ultimo posto in graduatoria e probabilmente ad un passo dal baratro.

Era la giornata delle scelte coraggiose di Orlandi che per la prima volta si permetteva il lusso di mandare in panchina uno degli “intoccabili” (Nicola Amoruso)

e in cui gli amaranto non sono riusciti ad impensierire più di tanto una Fiorentina, che solo nel primo tempo ha sofferto gli avversari di turno, nonostante l’impegno infrasettimanale di Coppa Uefa. L’inizio di gara è sembrato incoraggiante con la Reggina che per l’ennesima volta si dimostrava in grado di tenere testa ad una formazione più quotata, salvo poi subire una rete grazie a un mix di grandi giocate avversarie e sistematiche errate valutazioni difensive.

Il primo gol dei viola è davvero bello da vedere, con un lancio in profondità che da lontano imbecca Pasqual che mette in mezzo un invitante pallone che Pazzini riesce a tramutare in rete, con uno stacco imperioso che trafigge Campagnolo. Analizzando con più attenzione l’azione, è evidente quanta libertà abbiano i centrocampisti toscani nell’alzare gli occhi e cercare il passaggio più opportuno, di come l’ex di turno sia completamente libero di marcatura prima di crossare, mentre Cirillo e Valdez siano colpevolmente lontani dal centravanti avversario che si inserisce tra i due e sigla così la sua nona realizzazione personale.

La reazione amaranto non manca e così ci vuole il miglior Frey a negare a Vigiani la rete del pareggio con un colpo di testa ravvicinato, mentre la sorte si accanisce con Brienza che colpisce un palo a portiere battuto dopo un’ottima azione dell’ex livornese, al rientro dopo l’infortunio.

E’ un film già visto, la Reggina ci prova ma dopo poco tempo si esaurisce e palesa tutti i suoi limiti, quali la totale assenza di idee nel manovrare il gioco e la carenza di un uomo in grado di dettare i tempi giusti, cosa che, obiettivamente, non è nelle corde di Tognozzi o Barreto.

Nella ripresa la Fiorentina potrebbe dilagare,  i centrocampisti amaranto si addensano ai limiti della propria area di rigore facendosi schiacciare e, letteralmente, “ubriacare” dalla velocità delle giocate toscane, che all’inizio del secondo tempo trovano nuova linfa dei propri attacchi.

E’ prima Pazzini a calciare di poco a lato, Pasqual colpisce la traversa, poi ci pensa Campagnolo a tenere in piedi la baracca con delle grandi parate su Mutu e Montolivo

Entrano Amoruso, Hallfredsson e Alvarez (risentimento muscolare per Lanzaro) ma le cose non cambiano,  e quando gli amaranto provano a venir fuori rischiano la capitolazione in contropiede.

Al 90’ come una manna dal cielo sarebbe  potuto arrivare il pareggio grazie ad una punizione di Barreto finita di poco lontano dall’incrocio dei pali, ma si sa, anche, la fortuna in questa stagione non è dalla parte della Reggina e negli ultimi istanti  è Mutu a chiudere la gara, portata a casa meritatamente dalla squadra di casa

Poco da dire sulla gara, in cui la squadra ha fatto quello che ha potuto contro una formazione decisamente più forte, tanto invece c’è purtroppo da commentare riguardo alla classifica che ad oggi indica che l’unica via per giungere alla salvezza è battere una lanciatissima Sampdoria, altrimenti potrebbe essere  già tempo di programmare quello che sarà un futuro lontano dalla Serie A.

FIORENTINA 2 REGGINA 0
Marcatori: 22’ Pazzini, 91’ Mutu.

FIORENTINA: Frey, Potenza, Kroldroup, Dainelli, Pasqual, Donadel (85’ Gobbi), Liverani, Montolivo, Papa Waigo (46’ Jorgensen), Pazzini (71’ Vieri), Mutu. Allenatore: Prandelli.
REGGINA: Campagnolo, Lanzaro (69’ Alvarez), Cirillo, Valdez, Aronica, Vigiani, Barreto, Tognozzi, Modesto (55’ Halfredsson), Brienza, Makinwa. Allenatore: Orlandi.
Arbitro: Celi di Campobasso.
Ammoniti: Donadel e Valdez. Espulsi: nessuno.