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Il Genoa batte la Reggina (2-0)

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di Pasquale De Marte 

 La Reggina esce sconfitta da Marassi e adesso si fa dura, durissima, per gli amaranto che vedono sempre più allontanarsi l’obiettivo salvezza.

La trasferta in Liguria veniva considerata un’occasione importante per provare a far valere le motivazioni su una formazione , quella genoana,  ormai tranquilla

e lontana dal poter raggiungere altri traguardi che non fossero quello già raggiunto della permanenza nella massima serie. E invece Borriello e compagni hanno giocato una grande partita mettendo a nudo tutti i difetti della Reggina, che tutto sommato ha giocato a viso aperto, pur palesando imbarazzanti limiti nell’affrontare i vertiginosi ritmi usati dalla squadra di Gasperini.

Gli amaranto hanno sofferto soprattutto gli attacchi sulle fasce dei propri avversari che specie sulla sinistra hanno subito la spinta di Sculli e Konko che in parecchie circostanze si sono trovati a prendere in mezzo il malcapitato Aronica che più volte nel primo tempo è finito per andare in difficoltà.

Una chiave del match può essere ritrovata nella diversa conformazione dei due reparti di centrocampo, dove da una parte la staticità e dall’altra le geometrie di Milanetto hanno fatto pendere la bilancia a favore del collettivo di Gasperini.

LA GARA  – Nei primi quarantacinque minuti le occasioni soprattutto di matrice rossoblu, ma anche la Reggina ci prova con scarsa fortuna.

Tognozzi salva sulla linea un pallonetto di Di Vaio destinato ad insaccarsi, mentre l’egoismo di Borriello si spegne tra i guantoni di Campagnolo che neutralizza una conclusione defilata dell’ex di turno che non serve almeno due suoi compagni smarcatissimi a centro-area e a porta sguarnita.  Sculli ,invece, manca di poco la rete con un colpo di testa.

La luce di Brienza non si accende, e  Makinwa ci mette del suo sbagliando due occasioni importanti a tu per tu con Rubinho.  In una circostanza si defila troppo e calcia fuori dopo essersi liberato del portiere genoano, nell’altra da posizione favorevole, intimorito dal recupero dei difensori di Gasperini, preferisce servire Amoruso, marcatissimo, e l’occasione si perde in un tiro di Cascione finito alto e partito dal cuore di un’affolatissima area di rigore.

Nel secondo tempo i padroni di casa trovano la rete con Borriello, che sfrutta una respinta di Campagnolo, inutilmente bravo a intervenire su un tiro dalla lunga distanza di Marco Rossi,  per mettere a segno la sua diciottesima rete in campionato e arrivare a suggellare una prestazione in cui è stato, a tratti, imprendibile per la difesa reggina.

Il Genoa gioca bene e dopo aver messo la testa avanti avrebbe anche la possibilità di raddoppiare, ma l’eccessivo narcisismo della formazione rossoblu permette agli amaranto di rimanere in partita, che grazie all’innesto di Hallfredsson trova nuova linfa per i propri attacchi e per creare nuove palle-gol.

Joelson, lasciato solo in occasione di un calcio d’angolo, manca il pareggio da poco più di due metri dalla porta con una girata di testa poco precisa, mentre è Rubinho a negare a Brienza il settimo sigillo in amaranto, respingendo una conclusione a botta sicura del furetto di Ischia.

La reazione della Reggina si spegne lì e il segnale della resa avviene con il terzo cambio del tecnico Orlandi, che manda in campo l’uruguaiano, l’ennesimo attaccante che in campo non riesce a rendersi pericoloso.

Nel finale il Genoa inserisce Masiero e Figueroa che continuano a creare grattacapi alla difesa, a tenere palla e a regalare un finale di gara tranquillo ai tifosi rossoblu.

Marco Rossi,poi, si inventa un esterno destro che girando si insacca imparabilmente alle spalle di Campagnolo regalando un 2-0 a Gasperini, che probabilmente ci sta alla luce dei valori in campo ma forse troppo bugiardo rispetto all’evoluzione del match.

Adesso per la Reggina si dovrà andare avanti senza guardare più in faccia nessuno, e già tra sette giorni ci sarà da affrontare una Fiorentina che dovrà difendere con le unghie un quarto posto, messo in discussione dalla sconfitta dei toscani ad Udine.

Pasquale De Marte