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Reggina-Napoli, la storia tifa per gli amaranto

di Pasquale De Marte 

Sample ImageLa storia di Reggina-Napoli non è ricca di precedenti, poichè l'escalation di risultati della Reggina con il conseguente susseguirsi di campionati di serie A  è coincisa invece con la più grave debacle della storia partenopea, che ha portato a tante stagioni di cadetteria e addirittura a ventiquattro mesi di serie C , a seguito del fallimento della società, il cui titolo sportivo, grazie al Lodo Petrucci, è stato poi rilevato dal produttore cinematografico Aurelio De Laurentis che ha riportato in auge gli azzurri dal baratro fino al ritorno sul massimo palcoscenico calcistico nazionale dopo sei anni di oblio.

All'andata finì 1-1 nel giorno dell'esordio di Renzo Ulivieri sulla panchina amaranto. Al gol di Vigiani, rispose  Lavezzi a tempo praticamente scaduto ma già nei novanta minuti i padroni di casa erano già andati vicini al pareggio  con un rigore calciato da Calaiò e neutralizzato da Campagnolo, peraltro già decisivo in altre circostanze.

A Reggio Calabria i campani non vincono dal lontano 1970 quando in Coppa Italia gli azzurri si imposero con un sonoro 6-1 in cui andaron a segno, tra gli altri, Angelo Sormani e Josè Altafini.

Quasi trent'anni dopo la sfida si rinnovò in serie B, ma questa volta furono gli amaranto ad imporsi grazie alle reti di Artico e Tonino Martino che resero vana la segnatura di Turrini.  In Serie A, dopo due stagioni, una Reggina, pronta ad un finale di stagione entusiasmante culminata con lo sfortunato spareggio contro il Verona, tornò ad imporsi, questa volta per 3-1, sugli avversari che in attacco schieravano un certo Nicola Amoruso che si fece parare un rigore da Massimo Taibi.

Entrambe le squadre finirono retrocesse e poco più di sei mesi dopo la sfida ebbe nuovamente luogo in serie B ma il risultato fu identico. Al ritorno l'1-1 finale diede un calcio alle speranze partenopee di un pronto ritorno in massima serie, che invece si concretizzò per gli uomini di Colomba.

I valori in campo, adesso, sono cambiati.  Il Napoli di Reja è una mina vagante per il campionato e si è collocato a ridosso delle posizioni di metà classifica, menre la Reggina è piena bagarre per evitare la retrocessione, dopo una serie di errori di valutazioni societarie di natura tecnica.

Il tecnico friulano, domani, dovrà fare a meno dell'infortunato Zalayeta e degli squalificati Domizzi, Savini e Mannini (appiedato per quindici giorni dopo essersi sottratto a un controllo antidoping).  Gli ospiti si affideranno al canonico 3-5-2, la cui gran parte delle fortune sarà affidate al tandem offensivo composto da Calaiò e Lavezzi, mentre Sosa almeno inizialmente partirà dalla panchina.  Il trio dei difensori contemplerà la presenza di Santacroce, Cannavaro e Contini, con quest'ultimo che andrà a rimpiazzare proprio Domizzi.  Garics e Grava, sugli esterni, faranno l'elastico tra difesa,centrocampo e attacco, mentre è il settore nevralgico quello che potrebbe  creare maggiori problemi alla Reggina con la presenza di Gargano, Blasi e soprattutto Hamsik, i cui inserimenti in zona gol andranno contenuti quanto più possibile dalla cerniera di centrocampo amaranto.