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Reggina, a Livorno finisce 1-1

cozzaorlandiregsie di Pasquale De Marte

Finisce 1-1 all’Ardenza tra Reggina e Livorno, con gli amaranto dello Stretto che fanno un notevole passo indietro sul piano del gioco rispetto alla grande vittoria contro il Siena.

Il primo tempo è un monologo labronico dove se in campo ci fossero solo Diamanti, Campagnolo e Brienza non si sentirebbe la mancanza degli altri protagonisti del match.

L’attaccante toscano, schierato a sorpresa da Camolese per  non perfette condizioni di Tavano, si rende più volte pericoloso e con grande insistenza prova a trafiggere la porta avversaria, ma i suoi tiri da lontano e le conclusioni su calcio piazzato finiscono tra le braccia del portiere reggino che in alcune circostanze si dimostra particolarmente bravo.

L’unico lampo della Reggina è di Franco Brienza che nel giorno del suo ventinovesimo compleanno estrae dal cilindro un colpo che permette ai suoi di andare immeritatamente in vantaggio, anche grazie a un intervento non certo perfetto dell’estremo difensore del Livorno, rimasto colpevolmente sorpreso dalla girata improvvisa dell’ex palermitano da dentro il cuore dell’area di rigore.

A cavallo tra il primo e il secondo tempo, c’è spazio anche per un eccessivo nervosismo tra due degli uomini più esperti in campo: Cozza e Grandoni. I due continueranno a beccarsi dal duplice fischio di Farina fino all’uscita del capitano di Orlandi, reo di essersi reso protagonista di diversi gesti antisportivi come eccessive perdite di tempo.

Nella ripresa il filone è sempre lo stesso, l’unica variante è rappresentata dal fatto che i padroni di casa anziché affidarsi alle capacità balistiche di Diamanti,  decidono di sfruttare l’abilità di Bogdani nel gioco aereo con un reiterato utilizzo di lanci lunghi e palloni in mezzo.

Da un cross dalla sinistra  arriva il pareggio siglato proprio dall’ ex di turno,passato da  Reggio Calabria, prima città ad accoglierlo in Italia, nell’ormai lontano 2000.

I livornesi avrebbero anche l’occasione per ribaltare il risultato ma Tavano impatta su Campagnolo, fallendo il tap in vincente in occasione di una corta respinta del portiere.

Negli ultimissimi minuti è la Reggina provarci, ma ormai è troppo tardi nonostante la buona volontà dei subentrati Hallfredsson e Cascione.

Finisce con un pareggio che fa classifica e dà continuità a quella che Orlandi spera possa essere una striscia di risultati utili iniziata contro il Siena, ma gli spunti tattici e tecnici da salvaguardare emersi in questa gara sono davvero pochi.

L’incapacità di costruire gioco, la particolare insofferenza al pressing avversario e l’eccessivo timore nell’affrontare l’avversario sembravano essere quelli di qualche  settimana fa, ma l’impressione è che questa volta tutto sia figlio dell’eccessivo peso della posta in palio e della stanchezza che,giocando due partite in tre gorni, si fa sentire.