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Julio Cesar e Brighi piegano la Reggina (2-0)

Sample Image di Pasquale De Marte

L’anticipo di sabato finisce come da pronostico, con la capolista che batte la penultima in graduatoria.

Ma come all’andata e come da tradizione, il primo tempo di Inter-Reggina è la solita partita tra neroazzurri ed amaranto.  Amoruso e compagni fanno la partita, mettono alle strette gli avversari, creando nitide occasioni da rete e costringendo Julio Cesar  a fare il fenomeno per evitare che la sua porta venga violata.

All’Inter serve il miglior Brighi (ed è purtroppo un eufemismo) per sbloccare il risultato e ci pensa Ibrahimovic a trasformare un rigore concesso fin troppo generosamente per un dubbio intervento di Tognozzi su Cambiasso, iniziato comunque prima

Qualora qualcuno se ne fosse dimenticato, il direttore di gara è lo stesso che in occasione della prima giornata di campionato concesse, a pochi minuti dal termine, un rigore all’Atalanta che ancora grida vendetta per una presunta infrazione di Valdez su Zampagna.

E’ chiaro che se a sbagliare ci si mette anche la difesa di Orlandi, la forbice tra le due squadre si allarga e i neroazzurri oltre a usufruire delle attenzioni arbitrali sfruttano le allegre marcature riuscendo a raddoppiare con Burdisso, abile ad anticipare tutti in occasione di un calcio piazzato calciato da Jimenez.

Dall’altra parte del campo le opportunità da rete fioccano, ma prima Valdez con una conclusione al volo e poi Aronica a tu per tu con Julio Cesar sbattono sui grandi interventi del portiere della Selecao.  

Modesto ridicolizza Maicon in varie circostanze, Brienza è imprendibile per i difensori avversari, mentre Missiroli e Barreto non sembrano a disagio di fronte ai colossi di Mancini.

La beffa sarebbe stata la terza rete subita, ma la bordata di Ibrahimovic su punizione trova solo il montante.

Intanto Brighi non vede un fallo di Materazzi al limite dell'area di rigore su Brienza, mentre non sanziona un fallo del nazionale italiano che tocca duro Modesto ma l'arbitro non ravvisa gli estremi neanche per un calcio di punizione.

Chi non sembra in gran giornata è Amoruso, che appare decisamente lontano dai suoi standard, da cui non si avvicina da tempo.

Nella ripresa il filone non cambia di tanto, se non per il periodo in cui Mancini riesce a trovare il bandolo della matassa ripristinando il suo classico centrocampo a quattro, ma Orlandi trova in Hallfredsson e Cozza due innesti importanti per tornare a mettere in difficoltà l’Inter.

Arrivano tre occasioni per gli amaranto: lo stesso Amoruso si fa ipnotizzare da Julio Cesar, ancora una volta abile nell’uno contro uno, mentre sono meno clamorose ma altrettanto efficaci le parate su Hallfredsson (buona conclusione dalla distanza) e su un colpo di testa ravvicinato di Lanzaro.

Un insidioso tiro di Stankovic rompe la monotonia del match interista (per larghi tratti del match l’Inter è sembrata la Reggina di Ulivieri con maggiore qualità a disposizione), mentre la collezione reggina di calci d’angolo  non sortisce gli effetti sperati.

La trasferta di San Siro ci consegna una Reggina diversa che finalmente dà l’idea di poter lottare fino alla fine per centrare l’obiettivo soprattutto perché davanti non si troverà sempre l’Inter, Brighi (che alla luce dell'arbitraggio andrebbe invitato ai festeggiamenti del centenario) e soprattutto Julio Cesar.

INTER 2 REGGINA 0
Marcatori: 14’ Ibrahimovic (rig.), 33’ Burdisso.
INTER: Julio Cesar, Maicon, Burdisso, Materazzi, J.Zanetti, Vieira (73’ Figo), Cambiasso, Stankovic, Jimenez (65’ Rivas), Ibrahimovic, Crespo (46’ Suazo). Allenatore: Mancini.
REGGINA: Campagnolo, Cirillo, Lanzaro, Valdez, Aronica, Missiroli (57’ Cozza), Barreto, Tognozzi, Modesto (59’ Halfredsson), Brienza (73’ Makinwa), Amoruso. Allenatore: Orlandi.
Arbitro: Brighi.
Ammoniti: Missiroli, Aronica, Cirillo e Figo. Espulsi: nessuno

Pasquale De Marte