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Nevio e Gino, comunque vada grazie!

neviorlandi

                                di Giusva Branca 

A Milano faceva freddo. Era pieno inverno, febbraio del 2001; la Reggina giocava a San Siro, contro l'Inter.

La squadra amaranto, allenata da Colomba, era in ripresa dopo un avvio di campionato disastroso ed il campo lo avrebbe dimostrato anche al "Meazza".

Nevio Orlandi era il secondo di Colomba e, mentre il pullman veniva inghiottito dalla pancia del "Meazza", il tecnico, che conosce bene Milano e San Siro, era seduto al mio fianco e mi disse: "San Siro è terribile, ma se giochi col cuore e con la testa nulla è precluso, nemmeno in serie A".

Nevio Orlandi è uomo di poche parole, scrupoloso e serio quanto schivo e meticoloso nello studio delle partite.

Nevio Orlandi, sette anni dopo, riparte proprio da San Siro, proprio dall'Inter. Qualche settimana dopo quella gara contro i nerazzurri Orlandi esordì in panchina in serie A, contro i futuri campioni d'Italia della Roma, in un indimenticabile partita terminata 0-0 ma combattuta fino all'ultimo respiro e domenica prossima, se possibile, ri-esordirà.

No, non aspettatevi da mister Orlandi ciò che non può dare: non vi aspettate la ricerca della ribalta, piuttosto il contrario, non aspettatevi che rincorra il giornalista per un'intervista, non vi aspettate pugni roteati sotto la curva. Nulla di tutto ciò, aspettatevi il massimo dell'impegno, la totale dedizione alla causa, la competenza forse anche superiore alla media.

Queste doti, frenate dalla sua evidente idiosincrasia per il marketing di sè stesso, non gli hanno consentito, negli anni, di fare il salto.

Ora ne ha l'occasione, anche se le possibilità, dopo i disastri compiuti dalla Reggina (tutta, in campo, in panchina e dietro le scrivanie quest'anno), non sono molte.

Accanto a lui, in campo, in tuta, un altro professionista giubilato negli ultimi quattro anni: quel Gino Mondilla che ha sempre fatto arrivare la squadra a fine stagione con una marcia in più rispetto alle altre; mai fuori dalle righe, sempre al servizio della Reggina Calcio.

In bocca al lupo ad entrambi; un amaro sorriso, di quelli tipici del volto di Nevio Orlandi, avrà – di nascosto – fatto capolino sul loro volto quando, perse (o quasi) le pecore il Presidente si è rivolto a loro per cercare la lana.

Ma, ancora una volta, loro hanno risposto "presenti".

Ed a me tanto basta per ringraziarli comunque.