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In panchina Lillo Foti sceglie la restaurazione, ma il problema è ben più ampio

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                                 di Giusva Branca 

La Reggina segue la linea della restaurazione: esonerato Ulivieri, ritornano due uomini fedeli, fidati e messi da parte da anni: Nevio Orlandi e Gino Mondilla.

I conti, però, come sempre, come proprio la Reggina Calcio ci ha insegnato in oltre due decenni, si fanno alla fine e su questo non ci


piove.
Il fatto è che, però, in casa amaranto la resa dei conti pare cominciata e l'esonero di Ulivieri è solo l'atto più recente e, tutto sommato, il più ovvio
Partiamo dalla fine delle ultima due partite; all'Olimpico Lillo Foti lascia lo stadio e si dichiara furibondo, senza ulteriore specificazione, tranne quella di non avercela con l'arbitro.
Ieri sparisce dalla tribuna Vip esattamente in concomitanza col fischio di chiusura, diserta gli spogliatoi, diserta la sala stampa.
Strano, molto strano, per un Presidente che, negli anni, su ogni sconfitta, su ogni fase delicata ci ha sempre messo il suo faccione.
Le analisi tecniche le risparmiamo, in questi giorni, in queste ore se ne sono sentite fin troppe e, d'altra parte, la situazione è sotto gli occhi di tutti.
Il terremoto più forte, più probabile, anche se quasi certamente sotterraneo, come uso di Foti, riguarda proprio le segrete stanze del "S.Agata".
Insomma il numero uno amaranto ce l'ha con tutti. Oddio, non è che ci voglia poi tanto vista l'esiguità numerica delle figure professionali delle quali Foti si è circondato dal 2003 in poi.
Ma, al di là dei singoli (alla fine saranno anche fatti interni alla Reggina Calcio nei quali non è lecito mettere il naso), Foti rimprovera lacune in tutti i settori.
Sul piano tecnico alcuni arrivi sciagurati (Tullberg e Stadsgaard su tutti, ma non certamente i soli) gridano vendetta e siccome, pochi o tanti, qualche soldo sono costati, Lillo – estremamente sensibile sul tema – non l'ha presa benissimo, al pari del fatto di essersi ritrovato
a gennaio con una squadra penultima in classifica e con l'enormità di 28 stipendi da pagare!
Discorso analogo sul tecnico, ma qui, probabilmente il barometro del baffo di Lillo può orientarsi solo su sè stesso.
Ma c'è di più, molto di più. Foti rimprovera ai suoi di non avere saputo gestire lo spogliatoio, e, tantomeno, di controllarlo. Uno spogliatoio in mano, a turno, alle paturnie di Cozza e di Amoruso, di Aronica e di Lanzaro.
In più, proprio mentre la squadra avrebbe bisogno di sostegno dall'ambiente, mentre Cirillo, in sala stampa, chiede aiuto alla stampa medesima, nell'anno più difficile, quello col peccato originale della mancata conferma di Mazzarri, all'ostracismo dichiarato di gran parte della stampa del Nord si è aggiunto, per la prima volta nella storia di rapporti sempre curatissimi e sempre eccellenti, uno strano atteggiamento anche da parte di Sky, che pure è televisione cessionaria dei diritti.
Un pò come Radio Touring, con la quale – esattamente nel momento meno adatto- si è aperto un contenzioso pesante e sgarbato, nei modi e nei contenuti, che fa il paio con quello, più sottile, ma in piedi da un pò di tempo, esistente con Radio Gs. Il tutto mentre l'emorragia
di pubblico dal "Granillo" è inesorabile, anno dopo anno.
Non ha contribuito alla serenità del Presidente nemmeno la vicenda-Camilleri, la gestione della quale, al di là dei patetici riferimenti ai "ladri di bambini", ha presentato falle gestionali evidenti.

Foti ce l’ha con tutti, principalmente con sé stesso, come lui stesso ha dichiarato.
Non è chiaro, però, cosa il Presidente si aspettasse da una struttura – la sua – smantellata anno dopo anno.
I conti, però, si fanno alla fine e, se Dio vuole, la fine per la Reggina 2007/2008, dista ancora un paio di carte da giocare e che la città intera chiede a gran voce alla squadra di giocarsi fino in fondo.