Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Un calcio alla tv – terza parte

Un calcio alla tv – terza parte

pallone

                                  di Peppe Meduri 

La pioggia di monete che, dal 99, cade improvvisamente nel calcio, oltre che aumentare gli squilibri tra le varie società, attira grande attenzione da parte di ricchi imprenditori e, soprattutto, delle banche. Il cambiamento radicale del calcio, però, aveva avuto inizio già nel 1998, quando la Lazio


di Sergio Cragnotti fu la prima società a compiere “il grande passo” facendosi quotare in borsa. Per la cronaca, alla Lazio seguì la Roma nel 2000 e la Juventus nel 2001.  Il 2001 è assolutamente fondamentale per il calcio italiano: è l’anno in cui nasce la Gea World, la cui reale influenza nel calcio si intuirà da subito, ma si comprenderà perfettamente solo qualche anno dopo. La storia della Gea è, oramai, conosciuta da molti, ma pochi si sono soffermati a pensare quale influenza incredibile abbia avuto la società di Moggi Jr se valutata insieme a quella del gruppo Capitalia. E’ necessario andare con ordine. Non è un mistero che la Gea fosse una società costituita allo scopo di raccogliere il maggior numero di procure possibili tra i calciatori. In pochi anni la società di Moggi Jr era riuscita a raccogliere più di 200 assistiti, militanti in diversi campionati italiani. Gli azionisti della Gea erano tre: la società Football Management con il 45%, a sua volta controllata per il 60% da Alessandro Moggi; la società General Athletic, con il 45%, di cui Andrea Cragnotti, Francesca Tanzi e Chiara Geronzi detenevano ciascuno il 20%, e la fiduciaria Romafides il restante 40%; e Riccardo Calleri il 10%. Riguardo i succitati protagonisti, inutile spendere troppo tempo nel ricordare le varie parentele. Invece, è interessante capire chi è che controlla Romafides, una delle realtà meno conosciute. Romafides è una fiduciaria che gestirebbe i massicci investimenti di chi desidera restare anonimo. Ovviamente è controllata da Capitalia, al 100%, e del gruppo bancario romano fa parte la controllata Mcc, adesso entrata nel gruppo Unicredit, di cui è Presidente Franco Carraro, ex Presidente della Figc. Può essere interessante sapere anche che Franco Carraro è Presidente onorario dell’associazione “Marco Fanno”,  un ente no profit – istituito per iniziativa di MCC – che riunisce tutti coloro che, dal 1962 ad oggi, hanno vinto una borsa di studio intitolata all’illustre economista: il Presidente è, invece, l’attuale Governatore della banca d’Italia Mario Draghi. Perché tanto interesse dell’opinione pubblica verso Capitalia e, soprattutto, perché tanto interesse di Capitalia nel calcio?Con Sergio Cragnotti la Lazio raggiunge i suoi massimi risultati sportivi: 1 scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane, una Coppa delle Coppe ed una Supercoppa Europea. Il problema è che proprio con l’ex numero uno della Cirio la società biancoceleste cade nel più profondo dissesto finanziario della sua storia. Nel 2002 il default dei bond Cirio distrugge il patrimonio di Cragnotti, che deve lasciare alle banche le sue attività. Tra queste c’è anche la Lazio: della società biancoceleste, però, il 5,7% delle azioni è detenuto proprio da Capitalia. Cragnotti non si trova più nelle condizioni di poter pagare gli stipendi: ad intervenire è il Gruppo Geronzi che prima soddisfa i calciatori, e poi progetta il risanamento attraverso un aumento di capitale. E’ inutile, quindi, porre l’accento su quanta influenza potesse avere Capitalia nella “vita” della Lazio. E’ interessante, invece, partire da questo aspetto per comprendere quanto Capitalia sia, oramai, una figura centrale del calcio italiano…