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Un calcio alla tv – seconda parte

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                            di Peppe Meduri 

La nascita dei nuovi sistemi per criptare le immagini dà l’input per lo sviluppo del calcio moderno. La prima trasmissione criptata arriva il 2 giugno del 1991: Tele+ manda in onda il film Blade Runner. Non è ancora l’epoca del satellite, che per questioni tecniche permetterà un ulteriore sviluppo, qualitativo e quantitativo, delle trasmissioni. Dal 1993 in poi, però, comincia a prendere piede la tv digitale: un sistema di


trasmissione diverso, basato sulle combinazioni di numeri e non sull’invio di fotogrammi, che permette la visione senza disturbi, e la compressione del segnale. In una normale banda, in cui può essere trasmesso un solo canale analogico, ce ne possono stare più di 8 digitali.

Fino al 1996 Tele+ si limita a trasmettere le gare del sabato sera, ed il posticipo della domenica. La Lega Calcio, fiutando la pioggia di monete che avrebbe potuto ottenere, comincia a vendere non solo i diritti televisivi in base alle diverse piattaforme, ma anche in relazione agli orari. Nel 1997, ad esempio, la Lega vende gli highlights del campionato alla Rai, ma escludendo una fascia oraria: dalle 19 alle 20, infatti, l’esclusiva per trasmetterli è di Telemontecarlo, che acquista anche i diritti per la trasmissione della sintesi di una gara di Serie A dopo la mezzanotte. Siamo ancora nell’epoca della vendita collettiva dei diritti, ma il fatto che ci siano svariati soggetti interessati ad acquisirli, mette in moto nuove strategie da parte delle società. Prima, però, è necessario fare un passo indietro.

Nel 1996, infatti, una novità si prepara a stravolgere le abitudini degli italiani. E’ l’anno in cui lo sport è funestato dagli attentati terroristici: a Manchester, durante gli Europei, l’Ira provoca centinaia di feriti; alle Olimpiadi di Atlanta, durante un concerto, un attentato terroristico lascia due morti e più di 200 feriti. In Serie A il Milan si prepara per difendere lo scudetto contro la Juve Campione d’Europa; la Reggina, invece, si appresta ad affrontare il suo secondo campionato di Serie B.

Dal primo gennaio, però, arrivano le trasmissioni via satellite: alcuni canali giungono in chiaro mentre, per visionare quelli criptati, c’è bisogno di un decoder. Tele+ resta anche sul terrestre, ma la piattaforma satellitare cambia nome e diventa D+. I francesi di Canal Plus, infatti, hanno rilevato un altro 45% del colosso, che si va ad aggiungere alla stessa percentuale già detenuta: con il 90%, il progetto è quello di risanare un’azienda in fortissima perdita.

Cosa cambia nel calcio? Tramite la piattaforma digitale, D+ comincia a trasmettere non solo anticipo e posticipo, ma tutte le gare di Serie A e B. Gli abbonati possono scegliere di vederle tutte, oppure di usufruire del sistema Pay x view: l’acquisto, cioè, di un singolo evento dietro pagamento. Contrariamente al sistema terrestre, in cui le frequenze sono poche e per pochi, il Satellite offre abbondanza di spazio per tantissimi canali. Ed i francesi di Canal Plus intravedono nel calcio una delle più ghiotte dimensioni per recuperare denaro. Non sono i soli, perchè in Italia la scena si arricchisce di un nuovo protagonista: si tratta del magnate australiano Rupert Murdoch, che dà vita a Stream, una nuova una piattaforma televisiva digitale, ovviamente a pagamento. Tra Tele+ e Stream c’è subito grande concorrenza, soprattutto per aggiudicarsi i diritti televisivi relativi al calcio.

Ma è il 1999 l’anno dei grandi cambiamenti. Il Decreto Legge n.15 del 30 gennaio 1999, contenente “Disposizioni urgenti per lo sviluppo equilibrato dell'emittenza televisiva e per evitare la costituzione o il mantenimento di posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo” convertito successivamente dalla legge 78/99, modifica completamente il processo della vendita del calcio in Tv. Le legge, infatti, dispone che un singolo operatore possa detenere non più del 60% dei diritti in forma codificata. In poche parole, è la fine dell’egemonia di Tele+, a cui viene esplicitamente vietata la totale acquisizione di Serie A e Serie B. Il Garante avvia un’istruttoria, e la Lega si riunisce in assemblea per dotarsi di un nuovo regolamento, prevedendo la possibilità di una diversa vendita e, di conseguenza, di una diversa ripartizione del denaro rispetto al passato. Se da una parte la norma avvantaggia clamorosamente Stream (l’altro operatore interessato nella vicenda), dall’altra spiana la strada aòla vendita individuale dei diritti televisivi. Sin da subito molte importanti squadre, tra cui Roma, Lazio, Parma e Fiorentina, cedono i propri diritti alla piattaforma di Murdoch, mentre le altre restano ancorate a D+. Per gli appassionati, appena terminato l’incubo del doppio decoder (grazie alle disposizioni normative), comincia quello del doppio abbonamento.  Per il calcio, invece, è il periodo delle vacche grasse: basti pensare che nella stagione 98/99 la Lega aveva incassato quasi 450 miliardi, mentre in quella successiva la cifra supera i 950 miliardi! E nel triennio 99-2002 l’introito è di 1278 milioni che, messo a confronto con i soli” 650 incassati da Tele+ dal 96 al 99, danno la vera idea del cambiamento totale del calcio. E’ l’inizio della rivoluzione… 

2 – continua