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Viola, il silenzio dopo la tempesta

Riceviamo e pubblichiamo 

Ricordate cosa è accaduto il 16 luglio 2007?  Lo so è una domanda difficile, eppure nei giorni successivi ci fu un gran parlare del comunicato stampa dalla Nuovo Basket Viola Reggio ’98 Srl  la quale comunicava: “ di aver inviato ad integrazione della domanda già presentata il 29 giugno scorso, ulteriore documentazione secondo le prescrizioni ricevute dalla Com.te.c. Non essendo, però, riuscita ad assolvere a tutti gli adempimenti richiesti si rimette alle decisioni dell’organo competente”.Ricorderete tutti il gran caos che seguì la mancata iscrizione della squadra al campionato di basket serie A2 con il conseguente fallimento della società.Ma dopo sette mesi cosa si è fatto per cercare di ricreare a Reggio una realtà che ha per tanti anni allietato i pomeriggi dei reggini prima che il calcio riuscisse ad appropriarsi della leadership sportiva della città. Certo sull’onda del fallimento tutti gridarono il proprio sdegno e parteciparono con lacrime di coccodrillo al funerale del basket e tutti in coro fecero a gara nel gridare che bisognava ripartire dalle ceneri come la ormai logora e famosa Fenice. Ma come è possibile che una Città “intrisa di basket” sia ancora nel sonno, anzi in coma e non si sappia nulla, che non si faccia nulla per colmare il vuoto che il fallimento ha provocato?Poco importa la causa del fallimento, i soldi dei vari enti mai arrivati, i programmi ogni anno pieni di speranze dei vari Alì Babà e 40 ladroni e la fine ingloriosa della società esattamente come accadde alla pallavolo femminile. Quante volte passando davanti al PalaCalafiore ci si è chiesti, ma che cosa si fa in questo mausoleo? Per chi si è distratto o non ricorda posso aiutare nel mio piccolo. Al Palasport della capienza di 9000 persone giocano: la formazione di basket dell’Audax, formazione reggina che milita, udite udite, in sere C1, una formazione di basket femminile e di altro non se ne sa nulla. In effetti però ci fanno le riunioni i Testimoni di Geova, i tornei di Tennistavolo, le adunanze dei venditori, le incredibili acrobazie dei ballerini di tip tap, di liscio, di social dance, insomma viene utilizziamo per scopi, che pur essendo nobili e apprezzabili, appaiono anacronistici rispetto alla iniziale destinazione dell’impianto.Il tempo è galantuomo si disse allora,  ed ora mi chiedo cosa dice il tempo adesso che tutto tace?

Maurizio Maisano