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Ancora su Reggina-Juve

Riceviamo e pubblichiamo

Passato il battage mediatico, finalmente a mente, orecchie e occhi freddi, si possono analizzare gli eventi della ultima avventura della Reggina.

Dopo aver trascorso gran parte della domenica a leggere, osservare e sentire tutti i variSoloni parlare e spesso volte purtroppo straparlare, di ciò che era accaduto allOreste Granillo, finalmente si può fare un piccolo sunto e trarre qualche considerazione.

Se dovessimo analizzare la partita come osservatori esterni e non da tifosi, potremmo tranquillamente dire che certamente il risultato di parità sarebbe stato il più equo, anche perché il goal della Reggina, pur venendo da una conclusione sbagliata di Cirillo, è frutto di unazione di gioco, mentre il goal della Juventus viene da un vistoso errore del portiere amamranto. Ad onor del vero però vi è da dire che la Juventus, specie nella seconda metà della partita, “’ndi chiuriunta nostra aria e ha più volte cercato la via del goal, con azioni confuse, con inutili cross per torri che erano rimaste a Torino, mentre la Reggina si èabbassata troppo senza saper o poter sfruttare il contropiede, anzi scusate, dallera Sacchi si chiamano ripartenze.

E chiaro che gran parte delle discussioni si basano, invece, su ciò che è accaduto nelle due aree di rigore. Volendo essere i più imparziali possibili, i vari falli di mano sono evidentemente strumentalizzati poiché in effetti Aronica sembra non voler aumentare il volume da opporre ai vari tiri per cui non appaiono falli da punire. Per quanto riguarda il fallo di Valdez del primo tempo, ebbene questo poteva essere sanzionato come fallo poiché il calciatore, inutilmente cerca un anticipo di testa per respingere il pallone occupando lo spazio di Nedved che in ogni caso, cerca a sua volta un ipotetico salto distaccandosi dal terreno di gioco e quindi non avendo un solido appoggio, ma questi falli possono essere visti come si vuole.

Per quanto riguarda il fallo su Sissoko beh, lì cè da divertirsi, perché osservando bene e da più angolazioni, si vede che Valdez con la punta della scarpa devia il pallone che cambia traiettoria, così come cambia la traiettoria della corsa di Sissoko che in effetti viene colpito dal difensore, ma quante volte abbiamo sentito la frase: Ha colpito prima la palla! Questo non è rigore!?????

Sul fallo da rigore per la Reggina si può dire tutto e il contrario di tutto, Sissoko commette unazione irregolare colpisce lattaccante che viene impossibilitato a poter colpire il pallone, DANNO PROCURATO! ,ma si può benissimo anche interpretare che il pallone è già passato e Amoroso non avrebbe mai potuto raggiungere tale cross per cui nulla! Ma anche che il fallo ipotetico di Sissoko era da punire con la punizione a due in area per fallo in gioco pericoloso e sarebbe stato un record per la Reggina avere nello stesso campionato due punizioni a due in area, ricordiamo Torino allandata.

Ma proviamo a cambiare le casacche e i falli; a questo punto avremmo certamente sentito che Chiellini-Aronica ha il braccio attaccato al corpo per cui non intende aumentare il volume del corpo bensì cerca di evitare il contatto con il pallone, Legrottaglie- Valdez subisce il fallo di Nedved che vistosi anticipato si lascia cadere, mentre nellazione con Sissoko-Barreto, tocca distintamente il pallone che ha una evidente deviazione della sua corsa così come si vede dal cambio dellalternanza del giallo e del nero del pallone!!!!! Ma dulcis in fundum avremmo sentito che: Barreto-Sissoko entra in modo scomposto su Palladino-Amoruso impedendogli la deviazione verso la porta, rigore ineccepibile!!!

Tutto ciò cosa porta? Il gioco del calcio è diventato esclusivamente una gara a chi la spara più grossa e a chi ha piùpotere politico per cui è inutile e disgustoso stare ad ascoltare o leggere i commenti delle partite così come appare superfluo cercare di difendere le così dette piccole che gioco forza sono destinate a soccombere.

Ma in tutto questo il tifoso che figura ci fa? Credo proprio quella del fessacchiotto che crede ancora che tutto questocalcio sia ancora un gioco!

Maurizio Maisano