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Dopo più di due anni torna Reggina-Juventus al Granillo

La Reggina ha ricevuto la solidarietà di tanti esponenti autorevoli del mondo del calcio dopo il “furto” del giovane talento Camilleri, subito ad opera del Chelsea.

Messaggi importanti sono arrivati da Claudio Lotito, presidente della Lazio, e soprattutto da Tommaso Ghirardi, numero uno del Parma, che ha ricordato come episodi del genere li abbia subiti anche la sua società quando Arsenal e Manchester United scipparono al vivaio ducale due promettentissimi giovani che rispondevano al nome di Arturo Lupoli e Giuseppe Rossi.

Sample ImageMa, mentre il presidente Foti continua a cercare di far luce sulla vicenda e a tutelarsi nelle sedi opportune, le preoccupazioni di Ulivieri sono altre.

Sabato a Reggio arriva la Juventus e diventa essenziale, a questo punto del campionato, provare a fare punti anche con squadre con cui è consuetudine dire che non si ha “nulla da perdere”.

A richiederlo è soprattutto la classifica e quel penultimo posto che suona come un campanello d’allarme dalle parti del S.Agata dopo le quattro sconfitte consecutive che hanno pesantemente intaccato la fiducia dell’ambiente rispetto alla possibilità di centrare l’obiettivo prefissato.

I bianconeri non giocano al Granillo da quel famoso Reggina-Juventus di Paparesta, quando l’ormai “ex fischietto” barese  venne chiuso a chiave in una stanza dell’impianto di Viale Galilei da Luciano Moggi che lo accusò probabilmente di aver arbitrato in modo difforme dalle disposizioni che venivano impartite dal sistema guidato dallo stesso direttore generale juventino.

In quella gara si ricordano un clamoroso rigore negato agli ospiti (uno dei pochi vantaggi avuti dalla Reggina nella sua storia) per un mani in area di Balestri  e due reti annullate giustamente a Ibrahimovic e Kapo che permisero agli uomini di Mazzarri, in caduta libera e reduci da un derby perso immeritatamente a Messina, di imporsi sulla corazzata di Capello che fino ad allora aveva messo in fila otto vittorie ed un pareggio  nelle precedenti gare di campionato. Il rimpallo di Colucci e la sassata di Zamboni finiti nel sacco sono ormai storia.

La squalifica dello stadio dopo l’episodio della “presunta” aggressione a Storari e l’annata in B della Juventus fanno si che la gara torni a disputarsi sullo Stretto dopo due anni di assenza.

Le due squadre sono molto diverse da allora, la Juventus di adesso è una buona squadra con pochi campioni che riesce a trarre il meglio dai suoi uomini grazie  al buon operato del suo allenatore Ranieri, mentre la Reggina non ha in rosa neanche un giocatore che prese parte a quella sfida del novembre del 2004.

Sarà una gara diversa per Nicola Amoruso, ex forse non troppo rimpianto dai tifosi della “Vecchia Signora”, che con la Juve ha saputo ritagliarsi spazi importanti non riuscendo a diventare un giocatore fondamentale solo per gli impedimenti causati dalla sorte e da una sfortunatissima serie di infortuni.  Non sembra curarsi molto di questa cosa il diretto interessato che al “Per me la Reggina è meglio della Juventus” di qualche mese fa  ha aggiunto in questi ultimi giorni un “Se segno esulto” che rende l’idea di quanto il passato sia passato, sebbene abbia, ancora una volta, ribadito quanto importante sia stata,sotto il profilo professionale,l’esperienza a Torino che gli ha permesso di vincere, tra l’altro,  un’Intercontinentale e tre scudetti.

Mancherà il numero uno del mondo Gigi Buffon, ma in porta tra gli avversari della Reggina ci sarà Emanuele Belardi, una vita in amaranto.  31 anni, di cui più di dieci spesi a perorare la causa amaranto, dalle giovanili fino alla prima squadra.  Un’esperienza intensa caratterizzata da fasi alterne in cui prestazioni poco esaltanti sono state compensate da gare strepitose del portiere ebolitano tra cui si ricordano soprattutto il derby vinto a  Cosenza nel 2001 e lo spareggio di Bergamo nel 2002, dove quasi da solo riuscì a difendere la rete di Cozza che, fino al gol del 2-1 di Bonazzoli, valeva la permanenza in massima serie.  

Sabato alle 20.30 i tifosi della Reggina si augurano che il Belardi “versione spareggi e derby” resti a Torino, e che arrivi a Reggio quello non certo perfetto nelle uscite alte.

Pasquale De Marte