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Renzo, e se tutti sono scontenti ?

Sample ImageEntrare nello spogliatoio di una squadra è, da sempre, cosa molto ardua e provare a indagare sui problemi che riguardano i giocatori nel rapporto con gli allenatori è addirittura proibitivo.

Le cose cambiano quando la guida tecnica si espone dopo una prova imbarazzante dei suoi uomini con una dichiarazione che, alla luce dei fatti si rivela poco felice: “Chi è scontento va fuori”.

Poi da grande diplomatico, quale è, ha provato a correggere il tiro affermando di non aver visto musi lunghi nella sua squadra, ma l’affermazione è scaturita da una precisa domanda relativa al malcontento di alcuni giocatori che stanno trovando poco spazio dall’inizio e il riferimento, non tanto velato, era a uno degli artefici della grande scorsa stagione: Luca Tognozzi.

Il centrocampista fiorentino si era reso protagonista di un battibecco con il suo allenatore nel corso di Roma-Reggina, quando un tiro fiacco venne contestato da Ulivieri senza usare mezzi termini, suscitando una reazione del giocatore che replicò al tecnico a muso duro.

Non è da escludere che le rimostranze di Tognozzi fossero analoghe a quelle di Brienza che, a caldo, definì  un atteggiamento autolesionista la scelta di aspettare l’avversario come accaduto a Roma e in altre circostanze.

Due scontenti, e il sergente di ferro cosa fa ? Li manda in panchina con tanti saluti alla reale necessità della Reggina asfittica che si è vista surclassare dall’Udinese.

Sarebbe bello capire cosa farebbe Ulivieri se venisse a sapere che tutti i tifosi sono scontenti del suo operato più che dei risultati che non vengono come da lui paventato, magari li manderebbe in toto a farsi una gita la domenica precludendogli la possibilità di seguire la Reggina.

Ci sarebbe un altro che non gongola ed è il presidente che sta vedendo andare azzerare tutti i suoi investimenti più onerosi, con Brienza che diventa un lusso per la panchina, Stuani e Cascione che non trovano posto neanche in albergo per il ritiro prepartita.

Proprio la Reggina, quest’anno, ha toccato il fondo. Mai in serie A si era vista una squadra così timorosa, con una gestione tanto pessima degli uomini e così in debito rispetto al rapporto qualità dell’organico e punti in classifica.

Il responsabile numero uno è lui, il tecnico, capace, tuttavia,di ingraziarsi tanti addetti ai lavori con il suo humour toscano,.  Foti per il momento non pare intenzionato a prendere decisioni immediate, ma è cosciente che se qualcosa non cambia sarà difficile venire a capo di questa intricatissima situazione.  Il presidente saprà isolarsi e decidere per ciò che  ritiene essere il meglio per la sua società, il punto di vista dei tifosi con quell’assordante “Lillo caccialo” intonato ieri durante il match di campionato è ancora vivo nelle sue orecchie.

Pasquale De Marte