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Foti, Ulivieri, la Reggina e le automobili

Sample ImageLa sconfitta di Roma non è andata giù al presidente della Reggina, Foti, non tanto per il risultato in se – solo un folle avrebbe potuto pensare che una debacle contro la squadra di Spalletti non fosse preventivabile-, ma per il mondo in cui è maturato.

L’idillio tra i due non sembra essere al capolinea, sia chiaro, ma le dichiarazioni del massimo dirigente amaranto al termine della sfida contro i capitolini, in merito a un atteggiamento rinunciatario che nella prima frazione ha contraddistinto gli amaranto,  non hanno certo stigmatizzato le critiche piovute addosso al tecnico dopo la scelta di una formazione iniziale piuttosto remissiva.

La Reggina è una squadra che ha molti uomini offensivi ed è stata ricostruita in gennaio con l’ingaggio di uomini che la serie A l’hanno già vissuta da protagonisti (Cirillo, Brienza ,  Makinwa).

Tanti si sarebbero aspettati che il “buon Renzo”  giustificasse le sue esclusioni eccellenti (Amoruso in primis) e la scelta di giocare senza una punta centrale di ruolo, “sacrificando” tecnicamente sull’altare dell’Olimpico il povero Ceravolo in un ruolo non suo, come decisioni dettate da aspetti circostanziali come il recupero non ancora completo dell’attaccante pugliese, dopo l’infortunio, e l’arrivo troppo recente del centravanti nigeriano.

Invece no, Ulivieri ha preferito lo schema del primo tempo lasciando a casa un certo Stuani, uno su cui la Reggina ha puntato forte e probabilmente Foti non avrà fatto i salti di gioia nel leggere la rosa dei convocati venerdì.

Le perplessità aumentano, dopo le dichiarazioni odierne del tecnico, che ha paventato la possibilità di un contemporaneo utilizzo di Brienza, Amoruso e Makinwa solo nel caso in cui i tre siano in uno stato di massima forma, tanto da essere in grado di fare un grande lavoro in fase di non possesso.

Bene, benissimo, Reggio attende con ansia un po’ come quando si disse che Cozza sarebbe stato schierato da trequartista non appena la squadra avesse acquistato una solidità tale da poterlo supportare (per la cronaca il capitano è stato costretto a giocare da mediano per trovare posto in squadra).

Soffrire e  sognare solamente il “calcio spettacolo”sono da sempre il pane quotidiano della Reggina,  ma l’ipotesi  che questa squadra sia stata rafforzata con elementi che gli fanno assumere i connotati di un organico più votato ad offendere che a difendere è più che fondata.

Non a caso scegliere “schieramenti prudenti” da ora in poi, sarà sempre sinonimo di  accantonamento di più di un pezzo da novanta, e non è che tra gli amaranto ce ne siano tanti, con la concreta possibilità di spostare pericolosamente qualche equilibrio all’interno dello spogliatoio.

Le colpe estive di Foti sono balzate agli occhi di tutti con l’avventata scelta di scommettere sia sull'allenatore (Ficcadenti) che su un gruppo di giovani, per lo più sconosciuti, non proprio congruente alla metodologia di gioco dell’ex tecnico dell’Hellas, a cui però, ad una prima visione superficiale, sembrano essersi aggiunte nelle ultime partite quelle di aver dato ad Ulivieri una squadra  fin troppo discorde con la sua filosofia calcistica.

Indagando un po’ più approfonditamente si scopre che   lo stagionato allenatore toscano non è nuovo a situazioni di questo genere,  nel 2001 quando venne chiamato alla guida di un Parma piuttosto competitivo sul piano degli uomini, dopo anni di gavetta disse “Finalmente sono al volante di una Ferrari”.

 “Purtroppo non l’ha saputa guidare” fu invece  aggiunto dall’allora presidente del Parma Stefano Tanzi il 31 ottobre dello stesso anno, quando le dimissioni del trainer di San Miniato anticiparono l’esonero della società ducale.

La Reggina non ha Buffon, Cannavaro o il Di Vaio che arrivò in nazionale, ma di certo il mercato di Gennaio ha reso la rosa amaranto una city car super accessoriata e non un' utilitaria vecchia di quindici anni come qualcuno vuol far credere.

E’ evidente che la squadra è forte, ha un organico che difficilmente appare destinato a retrocedere ma qualcosa non sembra funzionare.  Non a caso, oggi il  presidente ha avuto un prolungato incontro con la squadra e con lo stesso tecnico, dal quale è uscito piuttosto accigliato dichiarando alla stampa di aver invitato i giocatori al massimo impegno e alla più totale abnegazione per perseguire gli obiettivi prefissati.

“Contro l’Udinese non rischio nulla”, queste le parole del tecnico nel presentare il match contro l’Udinese. Ci avrebbero scommesso in molti.

Tuttavia i movimenti provati dal trio Brienza, Makinwa, Amoruso quest’oggi potrebbero prefigurare il contemporaneo utilizzo dei tre, chissà che l’intervento di Foti non abbia sbloccato qualcosa….

Pasquale De Marte