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Nella sfida delle seconde e terze linee l’Inter schiaffeggia la Reggina (4-1)

Sample ImageNon c’era certo il pubblico delle grandi occasioni, questa sera al Granillo, per assistere al poco entusiasmante spettacolo offerto da Reggina e Inter. La gara ha detto davvero poco se non che i giovani neroazzurri, rafforzati da qualche elemento che generalmente è considerato una seconda scelta di  Mancini,  sono riusciti a manifestare una netta supremazia sulle riserve di Ulivieri.

Certo se i titolari sono ultimi in classifica, la scarsa consistenza dell’undici messo in campo dal tecnico reggino,  rappresentava un fattore preventivabile, ma al di là del risultato  l’allenatore amaranto ha potuto constatare quanto poche siano le possibilità di attingere nuove risorse dalla panchina e di come qualche uomo di esperienza possa dare una spinta diversa alla squadra, che con Cozza in campo sembra meno prevedibile e maggiormente tesa a verticalizzare.

Non a caso nel primo tempo nonostante le due realizzazioni neroazzure con Crespo e Super Mario Balotelli, autentica promessa dell’intero movimento italiano,  era stata la Reggina a trovare spesso la via del tiro senza mai però rendersi pericolosa più del dovuto.

Lo stesso fantasista cariatese si è disimpegnato abbastanza bene in un ruolo che non ricopriva da tempo, quello di regista avanzato a cui sono affidati i compiti di impostazione.  Potrebbe essere quella la chiave che porterà Cozza a ritornare ad essere il perno della squadra, alla luce del fatto che la sostituzione al termine del primo tempo potrebbe prefigurare un suo impiego dall’inizio domenica contro il Catania.  

Non è apparso particolarmente brillante Cascione che dopo aver iniziato benino la stagione sta proseguendo nella sua preoccupante involuzione, che sta facendo il paio con quella di Modesto, entrato nel secondo tempo e ancora una volta lontanissimo dai suoi standard di riferimento.

Ha ballato fin troppo invece la difesa che si è fatta perforare ben quattro volte con vistose amnesie nelle marcature sui calci piazzati e ripetuti cali di concentrazione, sistematicamente sfruttati dagli avanti interisti. Stadsgaard e Cherubin non rappresentano al momento una sicurezza, ma anche Novakovic ha più di qualche responsabilità in occasione del gol di Solari, arrivato grazie a un tiro da venticinque metri su cui il portiere serbo è intervenuto in modo maldestro.

Qualche minuto prima, pochi istanti dopo la ripresa delle ostilità, Pettinari era riuscito a sfruttare una corta respinta di Orlandoni su tiro di Montiel, trafiggendo l’ex di turno.  Proprio l’estremo difensore neroazzurro ha ricevuto gli applausi del pubblico reggino, che non ha certo dimenticato il suo passato in amaranto, caratterizzato dalla storica promozione in serie A.

Le altre note positive arrivano proprio dal paraguaiano che sembra avere la malizia e il cambio di passo che potrebbero tornare utili alla Reggina asfittica degli ultimi tempi, nonostante sia stato relegato ai margini del campo da Ficcadenti prima, e Ulivieri poi.

Restano le perplessità, invece, su Mike Tullberg che pur muovendosi bene sul fronte d’attacco ha messo in mostra tutti i suoi limiti, soprattutto tecnici che devono essere colmati attraverso il lavoro e gli allenamenti. Nel finale arriva il quarto gol di Balotelli che chiude il discorso qualificazione, qualora fosse stato mai aperto.  Da segnalare l’esordio del giovanissimo Vincenzo Camilleri (quindicenne e già nazionale under 16)   tra le fila della Reggina.

Pasquale De Marte