Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Reggina: a Parma con tante speranze e poche certezze

Reggina: a Parma con tante speranze e poche certezze

Sample ImageLa fine dal duemilasette  si avvicina e,a Parma, la Reggina giocherà la penultima gara dell’anno solare prima di brindare a un duemilaotto che si spera possa iniziare e proseguire molto meglio di come sono andate le cose in questa prima fase del campionato. 

Come già detto sarà la società a dover cambiare le carte in tavola,  dato che quelle rimaste ad Ulivieri sono piuttosto poche, e non è che nella manica il tecnico toscano possa beneficiare di chissà quale asso.

Lo ha ribadito anche Nicola Amoruso, che dopo aver confutato le teorie su presunte incongruenze all’interno dello spogliatoio, affermando che puntare sui giovani è stato un rischio che la Reggina sta pagando,  richiedendo, senza mai dirlo a chiare lettere, l’intervento del presidente affinchè si possa continuare a rincorrere un’impresa che si sta rivelando quasi più titanica della salvezza dello scorso torneo.

 

Il bomber ha, inoltre, inteso chiarire la sua posizione rispetto all’utilizzo di Cozza dicendo che, pur rispettando le scelte del mister, gradirebbe un maggiore utilizzo per uno dei giocatori più tecnici della squadra.  Il controsenso sta nel fatto che l’attaccante di Cerignola non intende, a ragione viste le prestazioni,  spostarsi nella posizione di centravanti abbandonando quella  di rifinitore, che potrebbe essere ricoperta dal numero dieci amaranto.

L’attacco a Parma sarà composto, perciò, da Amoruso e Ceravolo, che rimpiazzerà l’infortunato Joelson.  Il centrocampo, falcidiato dalle assenze di Tognozzi, Barreto e Hallfredsson, è da inventare, ma le scelte sembrano obbligate con Vigiani che lascerà  la corsia di destra per andare a comporre la cerniera di centrocampo con Cascione e Missiroli, una delle poche note positive di Genova.    

Come è ormai nelle corde della Reggina di Ulivieri,  gli amaranto si presenteranno abbastanza abbottonati al Tardini con una retroguarda a cinque, in cui gli esterni saranno Modesto a sinistra e Alvarez a destra.   Al centro peserà l’assenza di Lanzaro, così davanti a Campagnolo Aronica farà il centrale, mentre i due marcatori dovrebbero essere Valdez e Cherubin, pronto a tenere botta alla fisicità di Corradi.

Fare risultato a Parma sarebbe stato difficile in qualunque circostanza, ma la situazione che si è profilata tra infermeria e squalifiche, fa apparire  la trasferta in Emilia quasi proibitiva.  Sovente accade, però, che le squadre riescano ad esaltarsi nelle difficoltà, come se questa fosse una di quelle regole non scritte dell’intricato mondo del calcio a cui i tifosi della Reggina si appigliano.

I quindici punti dei ducali sono frutto di un rendimento di tutto rispetto fra le mura amiche, mentre lontano dall’Emilia sono soltanto due i punti guadagnati dalla formazione di Di Carlo.

Inutile sottolineare come gli uomini più temibili dei parmensi sono quelli che si collocano dalla cintola in su  dove un mix tra giovani di prim’ordine  e calciatori d’esperienza rende competitiva la batteria di pedine offensive a disposizione dell’ex tecnico del Mantova.   Gente come  gli esterni Dessena e Pisanu, i centrali di centrocampo Morrone e Cigarini, gli attaccanti Corradi e Reginaldo non sono certo gli ultimi arrivati.  E tanto per non farsi mancare nulla, il presidente Ghirardi ha messo su una rosa che si permette il lusso di non contemplare nell’undici titolare due come Gasbarroni e Morfeo.

I fatti, tuttavia,  sembrano assegnare il Parma alla fascia medio-bassa della serie A, starà alla Reggina evitare che gli avversari di domenica riescano a fare un passo importante verso la salvezza e mettere a tacere tutte le perplessità che ci sono sul conto degli amaranto.

Pasquale De Marte