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I dubbi e il mercato della Reggina

Sample ImageLa cura Ulivieri che sembrava aver sortito effetti prodigiosi, pare aver esaurito i suoi benefici per la Reggina che dopo la disfatta di Marassi si trova nuovamente con gravosi punti interrogativi sulla propria testa.

I  problemi palesati durante la gestione Ficcadenti, che di colpo erano, almeno apparentemente, volati via con l’avvento del nuovo tecnico sono tornati a fare la loro comparsa nei novanta minuti del match contro la Sampdoria.

Gli evidenti limiti di organico sono sotto gli occhi di tutti e che  in novanta minuti non si sia riuscito a tirare in porta una sola volta contro una squadra di medio livello, non certo l’Inter o la Roma, la dice lunga su quanto sia ardua la strada che porta alla salvezza.

Erano state delle prestazioni non certo esaltanti a portare cinque punti alla Reggina nei tre turni che hanno preceduto l’impegno di Genova, ma era lecito pensare che dopo la carenza di risultati quella “miniserie utile”  sarebbe potuta essere  un’importante iniezione di fiducia per il prosieguo del campionato.

Non è stato così e, intanto, sono più di dieci i giorni che separano Amoruso e compagni  dall’impegno in trasferta contro il Parma. E’ noto che la gara contro il Milan sarà rinviata a data di destinarsi data la concomitanza del Mondiale per Club che i rossoneri andranno a disputare in qualità di Campioni d’Europa.

Parlare di formazione è ancora presto ma le squalifiche di Lanzaro  e Barreto, la sicura assenza di Tognozzi e infortunati con condizioni ancora da valutare come Hallfredsson rendono particolarmente problematica la preparazione della sfida del Tardini.  

L’impegno con i gialloblu e quello seguente  con il Catania,in casa, rappresentano il salvagente a cui la Reggina dovrà aggrapparsi per non affondare, prima che si aprano le porte del calciomercato in cui sarà Foti ad essere chiamato a fare la differenza,  affinchè gli amaranto possano riuscire a giocarsela fino in fondo e con speranze concrete.

La squadra pecca in personalità e ciò è in larga parte dovuto al fatto che il centrocampo sia affidato ad elementi fin troppo giovani o che non hanno retto bene all’impatto con il campionato italiano.  Sarà di fondamentale importanza intervenire in quella zona, trovando almeno uno, due se possibile, uomini che possano far cambiare marcia a un reparto in cui quasi nessuno, ammesso che siano in grado di farlo,  ha il coraggio di prendersi delle responsabilità. Si dirà: sono giovani e devono crescere. Ok, ma la Reggina quest’anno non ha il tempo di aspettarli.

Di nomi se ne fanno tanti  e oltre ai soliti Baronio e Brighi, che si sta comunque ritagliando uno spazio importante nella Roma, seppur da comprimario,  potrebbe farsi largo la pista che porta a Samuele Dalla Bona, in rotta con il Napoli, che dopo aver messo a tacere le sirene inglesi intende trovare una sistemazione in serie A.  Il procuratore Claudio Pasqualin ha confermato di aver chiesto la cessione del proprio assistito alla società.

Stuani andrà a rimpinguare la rosa degli attaccanti che seppur folta non offre assolutamente garanzie che difficilmente  l’uruguaiano riuscirà a dare, anche se  viene considerato uno dei più importanti prospetti del calcio sudamericano.   Ulivieri ha sempre preferito giocare con una torre davanti, non è un caso che squadre come il suo  Bologna abbiano trovato gran parte delle loro fortune anche grazie all’apporto di un certo Kennet Andersson.

L’infortunio di Montella ha reso più impraticabile l’idea Bonazzoli, mentre è tornato di moda il nome di Emanuele Calaiò,  a dimostrazione di come tra Reggio Calabria e Napoli si stia aprendo un canale preferenziale riguardante le trattative di mercato, figlio di una reciproca stima che lega Foti a Marino e De Laurentis e di come il caso estivo legato a Rolando Bianchi non fosse legato a incomprensioni fra le due società.   Pare che in ballo possa esserci un accordo per fine stagione, quando i dirigenti partenopei vorranno trattare per portare sotto al Vesuvio Modesto.

Cacia a Gennaio dovrebbe approdare a Firenze, ma la concorrenza in viola sarebbe così forte da consigliare un ulteriore parcheggio del giocatore catanzarese.  Resta da capire se la volontà del giocatore è quella di continuare con la maglia del Piacenza, detentore della metà del cartellino,  o di misurarsi per la prima volta in massima serie.   In quel caso Foti potrebbe farsi avanti.

Puntare su Paolucci, in forza all’Udinese ma rimasto sempre ai margini della prima squadra, sarebbe un’ulteriore scommessa.

Si potrebbe fare qualcosa anche sul settore di destra in cui Vigiani, che sta facendo benissimo, prima o poi potrebbe aver bisogno di tirare il fiato e non è che Alvarez pare essere l’uomo in grado di sostituirlo alla luce delle sue spiccate doti offensive che non contemplano certo quelle di contenimento.

Difficile, invece, che si intervenga in retroguardia dove il pacchetto titolare non sembra destare particolari preoccupazioni sebbene la Reggina non abbia statisticamente una delle migliori retroguardie. Se si dovesse verificare qualcosa in entrata, sarà solo per offrire nuove alternative ai titolari.

In uscita ci sono Montiel, Pettinari, Tullberg e Joelson, soprattutto se dopo Stuani dovesse arrivare un altro attaccante.

Non è facile prevedere il futuro di Cozza che dopo l’ostracismo di Ficcadenti, potrebbe pagare la ferma convinzione di Ulivieri di schierare Amoruso nella posizione di rifinitore.    L’idea di schierare i due più una punta di peso sarebbe un pericoloso azzardo, ma ovviamente questo l’allenatore non può dirlo.

Intanto è vicino alla conclusione un accordo con il Danubio grazie al quale la Reggina avrà il diritto di prelazione su tutti i giovani del vivaio della formazione di Montevideo, alla quale dovrà essere corrisposto una cifra corrispondente al 50% di ogni giocatore cresciuto nel settore giovanile sudamericano e, eventualmente, ceduto dagli amaranto ad un’altra qualsiasi formazione.

Pasquale De Marte