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Reggina, avanti col cuore (2-0 col Genoa)

Active ImageLa Reggina si sveglia dal coma alla dodicesima giornata e coglie il primo successo stagionale contro il Genoa.  Il 2-0 finale rispecchia in modo bugiardo quanto visto in campo, ma per una volta la ruota ha girato a favore degli amaranto che con grinta e tanta abnegazione sono riusciti ad avere ragione dei rossoblu, apparsi come una formazione ricca di personalità  e quasi sempre col pallino del gioco nelle proprie mani.

La prima mezz'ora scivola via senza particolari sussulti con le due squadre che si studiano e che ci provano prevalentemente dalla distanza senza trovare


 la porta.  Gli uomini di Ulivieri temono gli avversari e adottano una tattica piuttosto attendista non disdegnando l'eventualità di ripartire in contropiede. E i liguri più volte vanno in affanno contro la velocità di Ceravolo, abile in qualche circostanza a a sfuggire a De Rosa e Lucarelli i sui lanci provenienti dalla difesa, atti a scavalcare la metà campo.

Il pubblico non si diverte, ma la consistenza che dimostra la Reggina in fase di gioco passivo chiudendo tutti gli spazi  è sintomo che, almeno sul piano della fiducia insita nella squadra, qualcosa è cambiato. Il Genoa non riesce ad alzare il ritmo e agli amaranto è sufficiente un lampo di classe per rompere gli equilibri della gara. Hallfredsson agira il filtro dei centrocampisti rossoblu  con una "veronica" degna del miglior Mozart, imbeccando Modesto sulla sinistra  il quale mette in mezzo un pallone, che dopo essere stato respinto dalla difesa viene raccolto da Vigiani che di testa serve un Amoruso grandissimo nel difendere palla in piena area di rigore, seminare di forza Lucareli e trafiggere Rubinho in uscita.

Il primo tempo si conclude senza ulteriori scossoni.  La ripresa riprende lo stesso filone della prima frazione con il Genoa che attacca e la Reggina che aspetta l'avversario.  Il tanto movimento degli avanti genoani mette alla prova una difesa che risponde bene e quando qualcuno sbaglia il compagno è pronto a tamponare l'errore dell'altro.  Entrano Di Vaio e Sculli per Gasperini, Ulivieri inserisce Missiroli e Joelson.   I cambi sembrano sortire l'effetto sperato soprattutto per la formazione ospite che alza il ritmo e abbandona le leziose trame della prima frazione, affidandosi all'estro di Leon che sfiora il pareggio su calcio piazzato.

Ancora più vicino ad impattare il risultato è Di Vaio, che di testa su assist dell'honduregno coglie l'incrocio dei pali. Dieci giorni fa la palla sarebbe entrata, ma alla Reggina non tutto può andare  sempre male e sul ribaltamento di fronte un'azione da applausi sull'asse Amoruso – Vigiani – Joelson permette all'attaccante brasiliano di siglare il raddoppio che chiude la partita.

Poi Aronica, Valdez e Lanzaro col contributo dei centrocampisti ergono una diga invalicabile per i genoani, la sicurezza di Campagnolo e la capacità di "Nick Dinaminte" di tenere palla fanno il resto per evitare che gli ultimi siano minuti di sofferenza per i pochi spettatori del Granillo.

La squadra di Ulivieri prende una boccata di ossigeno e acquisice i primi tre punti, ma c'è ancora tanto da lavorare.  Il tecnico lo sa bene ed è conscio che non sempre il cuore di oggi sarà sufficiente, se non corredato da altri spunti di natura tecnico e tattica, ma  è pur vero che giocare contro un Genoa come questo non è facile per nessuno.

Intanto il nuovo mister, espulso a gara quasi terminata, è già il nuovo idolo della tifoseria per come si fa prendere dalla partita non restando quasi mai seduto in panchina, diversamente da quanto faceva Ficcadenti, abbastanza britannico nei modi e lontano dal far freccia nel cuore dei tifosi reggini.

Intanto, a Reggio se lo augurano, il maestro, per una volta, potrebbe superare l'allievo (Mazzarri) almeno nelle preferenze dei supporters amaranto. Il discriminante ? I risultati che per Ulivieri potranno e dovrebbero arrivare.

Pasquale De Marte