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Ulivieri: “A Reggio sto da Dio”

Allenamento a porte chiuse oggi per la Reggina che domenica contro il Genoa proverà ad ottenere la prima affermazione in campionato per abbandonare quel poco edificante ultimo posto. 

Non sarà una gara come le altre per Nicola Amoruso che a trentatre anni giocherà la sua gara numero trecento in massima serie, tagliando il primo traguardo statistico che il bomber di Cerignola si era prefissato per questa stagione.  Restano, invece, cinque le reti che lo separano dai cento gol in serie A, obiettivo raggiunto solo dai più grandi calciatori che abbiano calcato i maggiori palcoscenici del calcio italiano.

 

Sarà lui a guidare gli amaranto nel confronto con il Genoa dei tanti ex. I dubbi sulla formazione per Ulivieri non sono tantissimi ma è probabile che il tecnico decida di sciogliere le ultime riserve a pochi minuti dall'inizio del match, quando ci sarà da scegliere l'altro attaccante che comporrà il tandem offensivo della Reggina. Favorito Ceravolo, che dovrebbe avere la meglio su Joelson e Tullberg.

L'attaccante di Locri potrebbe fare al caso della partita in cui sarà importante andare quanto più possibile in profondità e ripartire con grande velocità  per sfruttare l'atteggiamento di una squadra, quella rossoblu, che privilegia la fase offensiva e a volte fa si chi che si trovino ad attaccare quasi tutti i suoi effettivi, dando la possibilità agli avversari di orchestrare contropiedi molto pericolosi.

Il mister si è espresso oggi in merito all'ariete danese: "Su Mike sto lavorando da una settimana e mi piacerebbe che acquistasse un po' più  di fiducia perché credo sia quella che gli manca, e in tal senso negli ultimi sette giorni ho visto dei buoni progressi che devono essere il viatico per il futuro.  In questa squadra  però devo ancora capire se  ciò che ci serve è un centravanti-torre o una punta rapida."

Il trainer ha poi valutato insieme ai giornalisti le insidie che attendono la Reggina nella sfida di domenica: "L'anno scorso fui  a esonerato a Bologna  dopo aver perso 3-0 in cui trovarono tre gol sugli sviluppi di tre  calci piazzati, a dimostrazione di come anche questa possa essere un'arma in grado di farci male. Dovremo prestare attenzione a restare quanto più possibili corti, perché qualora ci dovessimo allungare rischieremmo di soffrire più del dovuto i loro attacchi che si basano sulla velocità e sugli scambi nello stretto. Poi ci sono anche singoli come Leon che vanno temuti per la loro abilità tecnica  e capacità balistica."

La pericolosità dei genoani non sembra sperò spingere Ulivieri a cambiare più di tanto la formazione che ha rischiato di vincere a Napoli: "Non cambieremo molto, stiamo valutando  l'opportunità di variare qualche meccanismo difensivo ma non credo che ci siano i presupposti per stravolgere una squadra che sta facendo bene. Dobbiamo renderci conto però che il Genoa non è il Napoli, che al fraseggio predilige il lancio per le sue torri. Per certi versi questa sarà una gara più difficile."

Gli esperimenti fatti in settimana  sembrano far trasparire l'intenzione di schierare un Modesto più basso in modo da avere una disposizione difensiva a quattro che possa far fronte al temibile trio offensivo degli avversari.  Cozza, intanto, ha dato forfait per il match contro i grifoni e ne avrà nella migliore delle ipotesi per otto giorni.

La partita di Napoli è stata vissuta dal vivo da solo cinquanta sostenitori tifosi della Reggina, che non sembra più quel veicolo di entusiasmo di un tempo. "Non posso promettere di riportare la gente allo stadio perché non dipende né da me né dalla squadra ma posso dire che noi possiamo fare del nostro meglio. Il compito è mio, dei giocatori che giocano, di quelli che vanno in panchina e di quelli che vanno in tribuna."

Dopo sette giorni di permanenza è difficile fare un bilancio sul primo lasso di tempo trascorso in riva allo Stretto, ma Ulivieri già ci prova e, conoscendo la sua schiettezza, difficilmente le sue parole possono essere considerate colme di ipocrisia : "Qui sto da Dio. Del calore umano avevo già parlato durante la mia conferenza stampa di presentazione, ma posso dire che oltre all'impatto con la città oggi posso parlare di quello con la società Reggina. Al S.Agata si lavora bene ieri ho visto come la Primavera sia ricca di giovani talenti che possono crescere bene a sostegno del fatto che qui si lavora bene e c'è gente competente e disponibile.  Lo staff tecnico che ho trovato qui mi ha anche aiutato a prendere confidenza con una squadra che non conoscevo.  Ora aspetto di iniziare a vivere la città, perché fino ad ora ho avuto poco tempo. Stamattina sono andato in centro per incontrare il presidente della provincia assieme a Foti, ma purtroppo l'incontro è saltato per un indisposizione dell'avv. Morabito."

 

Pasquale De Marte