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Reggina, Ulivieri e il rebus Cozza

Sample ImageProcede non senza intoppi la prima settimana intera  da allenatore della Reggina per Renzo Ulivieri. Infatti all'infortunato storico Garcia e a Tognozzi,  si è aggiunto Francesco Cozza che ha lamentato un fastidio muscolare, per il quale non è possibile stabilirne l'identità prima che vengano effettuati tutti gli accertamenti del caso.

Perdere un giocatore importante come il capitano è pur sempre grave, soprattutto per una squadra come quella amaranto che non può certo permettersi di fare a meno dei suoi migliori giocatori, e indubbiamente il numero dieci lo è a pieno titolo.   Il paradosso è che questa eventuale assenza potrebbe essere un impaccio in meno per Ulivieri, che seppur ribadendo quanto giocatori come il fantasista di Cariati siano importanti per formazioni come la Reggina, ha voluto sottolineare come sarà necessario che sia in condizione perchè possa giocare e incidere sul rendimento di tutta la  Reggina.

Alla luce delle dichiarazioni del tecnico di San Miniato il fatto che al San Paolo sia rimasto a scaldarsi per tutto il secondo tempo senza mettere piede in campo può destare qualche dubbio sulle reali condizioni del capitano.  In molti si aspettavano che Cozza, come uomo carismatico e di grande tasso tecnico, venisse schierato dall'inizio già a Napoli da un allenatore che tra i suoi nuovi uomini conosceva lui e pochi altri, eppure Ceravolo e Joelson hanno avuto la meglio nelle gerarchie.

Ulivieri ha peraltro fatto capire che non intende cambiare la posizione ad Amoruso, ragion per cui con questo modulo difficilmente Cozza troverà spazio, perchè schierarlo da punta, come già sottolineato dal nuovo mister, sarebbe da arresto.

Inserirlo in un ruolo speculare a quello in cui è stato utilizzato Hallfredsson al San Paolo, tra le due linee con compiti di inserimento e di pressing nei confronti del mediano basso partenopeo (Gargano), sarebbe oltremodo deleterio per la squadra e per lo stesso giocatore che pur con tutta la generosità che gli verrebbe riconosciuta non avrebbe le risorse fisiche per rincorrere l'avversario per novanta minuti e le caratteristiche per essere impiegato in quel modo. Ne perderebbe anche la sua classe, dato che se non accompagnata dalla lucidità potrebbe non essere espressa a dovere in campo.

La pochezza tecnica della Reggina, specie quando si tratta di dettare l'ultimo passaggio, è disarmante.  Uno dei pochi in grado di inventare e di dettare assist è proprio il buon Ciccio che, suo malgrado, si trova in una squadra che non riesce a sostenere la sua presenza in campo e allo stesso tempo non può fare a meno di lui.  Le  responsabilità non sono sue, ovviamente.

Si potrebbe raggiungere un compromesso andandolo a inserire negli undici titolari solo in quelle partite in cui la sua qualità può fare la differenza, ma per uno che ha dato tanto alla causa amaranto ciò potrebbe essere se non una sorta di umiliazione professionale, poco ci manca.

Una parte di Reggio ha già dimenticato la portata di  Francesco Cozza e lo ha giubilato ritenendolo un atleta già al capolinea, ma ciò che conta è il pensiero di Ulivieri che, tanto per essere originali,  lo ha definito "un valore aggiunto" pronto a dare una mano "quando sarà pronto".

Sembrano le parole di Massimo Ficcadenti, non quelle di chi lo ha rimpiazzato.  La speranza è però, per tutti i tifosi della Reggina, che, almeno lui,  riesca a trovargli l'opportuna collocazione in campo senza stravvolgere la posizione degli altri, Amoruso in primis che non gradirebbe essere schierato in ruoli che non considera a lui congeniali.

Intanto il primo problema è recuperare il capitano per domenica, il secondo sarà se schierarlo o meno.

Pasquale De Marte