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La Reggina tocca il fondo. Paga Ficcadenti

Sample ImageLa Reggina esce battuta del Granillo per la terza volta in questo campionato e lo fa non più con una grande, ma con una squadra più che alla portata degli amaranto reggini. Poca cosa gli uomini di Ficcadenti, pochissima cosa quelli di Camolese.

Il campo parla di  un tre a uno a favore dei labronici e di una classifica che per i calabresi oggi è davvero problematica, alla luce dell’ultimo posto in  

graduatoria. La gara ha mostrato  due squadre che con la Serie A sembrano avere poco a che fare, e non è un caso che si trovino appaiate  in fondo.

Il Livorno era passato in vantaggio con Pulzetti, dopo un rilancio sbagliato da Alvarez (schierato in una posizione rivelatasi non sua all’inizio), mentre la Reggina aveva trovato il pareggio sugli sviluppi di un’azione confusa in piena area di rigore, risolta da Amoruso di testa.

Qualche serpentina di Hallfredsson, il brio di Ceravolo sembravano essere le uniche armi a disposizione dei reggini per provare ad andare all’assalto della vittoria ma le poche idee, e molto spesso confuse, hanno reso vani tutti i tentativi di portare a casa l’intera posta in palio.

L’impressione era che gli ospiti si fossero rintanati a ridosso dell’area di rigore e che i calabresi potessero organizzare i loro attacchi , forti degli innesti di Cozza e Modesto. Peccato che i due non abbiano inciso più di tanto e che addirittura il crotonese si sia reso protagonista di una prestazione, l’ennesima, inquietante.

Il filone della gara era chiaro : Reggina improntata a giocare sull’offensiva e partita incanalata verso i binari di un pareggio o di una possibile vittoria degli uomini di Ficcadenti, con un Livorno che da tempo aveva rinunciato ad offendere.

Si credeva, da più parti, che oggi Reggio Calabria potesse vedere la sua squadra col sangue agli occhi, peccato che gli undici di oggi siano riusciti a fare qualcosa che pur nella loro pochezza nessuno si sarebbe immaginato potessero fare: farsi gol da soli.  Il paradosso è che l’autogol che ha condannato la Reggina l’abbia siglato uno dei migliori in campo, nonché uno dei pochi acquisti validi : Carlos Valdez.  Uno spiovente in area che in altri tempi, e forse in altre squadre, sarebbe stato facile preda delle difesa, viene insaccato nella propria porta  dal difensore all’angolino basso in cui Campagnolo, anche lui quasi dormiente nell’occasione, non sarebbe mai potuto arrivare.

Oltre al danno , la beffa di perdere con un’altra compagine che è quasi peggio della Reggina, e di questi tempi ce ne vuole

Reazione ? Neanche a parlarne.  Siccome la Reggina di questi tempi non si fa mancare nulla, riesce nell’impresa di resuscitare i morti e non è un caso che a siglare il gol che chiude la gara sia stato uno che col calcio sembrava avere chiuso da tempo, Rossini.   Buon per lui e per la sua carriera, non per la Reggina che da stasera sarà in ritiro, probabilmente senza allenatore. Paga Ficccadenti, ma le responsabilità non solo sue se in serie A ci si trova a giocare con giocatori improponibili per la categoria.

Pasquale De Marte

REGGINA-LIVORNO 1-3 (Primo tempo 1-1)
MARCATORI: nel pt 34' Pulzetti, 37' Amoruso; nel st 33' Valdez (autogol), 45' Rossini.
REGGINA (4-4-2): Campagnolo, Alvarez, Valdez, Cherubin, Aronica, Vigiani (3' st Modesto), Barreto, Cascione, Hallfredsson (13' st Cozza), Ceravolo (24' st Joelson), Amoruso. (22 Novakovic, 32 Missiroli, 7 Stadsgaard, 25 Tullberg). All. Ficcadenti.
LIVORNO (3-5-2): Amelia, Grandoni, Galante, Knezevic, Balleri, Pulzetti (1' st Filippini E.), Loviso (26' st Pavan), Bergvold, Filippini A., Bogdani (40' Rossini), Tavano. (18 De Lucia, 69 Alvarez, 18 Razaei, 8 Rosso). All. Camolese.
ARBITRO: Farina di Novi Ligure.
NOTE: Angoli: 3-1 per la Reggina. Recupero: 0 e 4'. Ammoniti: Amoruso, Barreto, Loviso, Modesto, Filippini E. per gioco falloso. Spettatori: 11.000 circa.