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Reggina, domenica c’è il Siena

Sample ImageLa Reggina è pronta a recuperare  Vigiani e Amoruso per la trasferta di Siena, ma rischia di dover fare a meno dell’ex di turno, Francesco Cozza, che difficilmente si allenerà questo pomeriggio a causa di una distorsione alla caviglia, rimediata in allenamento.  La consueta partitella in famiglia servirà a chiarire le idee a Ficcadenti che, a dire il vero e salvo complicazioni dell’ultimo minuto, non sembra avere molti dubbi.

Gli amaranto  sfideranno una formazione, quella di Mandorlini, reduce dal cappotto di Firenze  che non sembra essere un ostacolo insormontabile, ma l’esperienza insegna che spesso è più facile dare il meglio di se quando si ha tutto da guadagnare e niente da perdere, piuttosto che negli scontri diretti.

Mandorlini spera di recuperare Maccarone,  che non si è allenato per tutta la settimana mentre sono pressoché nulle   le possibilità di schierare Ficagna che assieme all’ex attaccante del Boro in questi giorni sta svolgendo sedute terapeutiche in piscina, mentre Portanova è tornato in gruppo facendo tirare un sospiro di sollievo all’intero team senese.

I bianconeri dovrebbero schierarsi con un modulo abbastanza simile a quello della Reggina, abbandonando lo spregiudicato schieramento a tre punte di inizio campionato, seppur mascherato dalla presenza in prima linea di De Ceglie, non certo un attaccante puro.

Eleftheropoulos  ha ormai scavalcato Manninger nelle gerarchie di Mandorlini e anche domenica sarà chiamato a  giocare da titolare, mentre in difesa con ogni probabilità saranno schierati a destra Rossettini, a sinistra  l’argentino Grimi, con l’ex messinese Portanova e Loria al centro della retroguardia.

Il comando del centrocampo verrà invece affidato a una coppia molto temibile, composta da Codrea e Vergassola, entrambi abili a far girare la squadra, nella conclusione dalla lunga dalla distanza e ad inserirsi nei momenti opportuni. Tutte potenzialità inespresse fino al momento in questo primo scorcio di campionato, che per il romeno sarebbe dovuto essere quello della definitiva consacrazione dopo anni vissuti da calciatore etichettato come eterna promessa, fin da quando esordì in serie B con la maglia rossoblu del Genoa.

Sul settore di destra giocherà invece Lukas Jarolim, fratello maggiore del più blasonato David, centrocampista dell’Amburgo, e figlio di Karel, allenatore dello Slavia Praga, squadra da cui il Siena lo ha prelevato per portarlo a giocare la sua prima stagione in Italia  a trentuno anni suonati.. Per lui alti, pochi, e bassi ,tanti,  dopo  otto gare giocate, di cui sei da titolare.

A sinistra solo panchina per l’ex juventino De Ceglie, a cui sarà preferito  Daniele Galloppa che  dopo la sfortunata esperienza di Ascoli è approdato nella “città del Palio” nel corso dell’ultima sessione invernale di calciomercato e in questa stagione vuole provare a dar seguito alle buone prestazioni della scorsa stagione in maglia senese.

In attacco spazio a Bucchi, arrivato in estate dal Napoli, e a  Locatelli che giocherà in appoggio all’ex partenopeo, se l’inamovibile Maccarone  dovesse davvero dare forfait per la sfida del Franchi.

Gli ex della gara saranno da una parte Francesco Cozza, che a Siena ha vissuto un’esperienza a singhiozzo intervallata dal ritorno in prestito per una stagione a Reggio e da tante prove opache non degne della sua statura tecnica, e che ora è intento a tornare a prendere per mano la sua Reggina e a portarla alla salvezza da protagonista assoluto.

Dall’altra non ci sarà invece Ricardo Matias Veron, giocatore per metà ancora della Reggina, spesso relegato da Mandorlini in tribuna e che, già a partire da Gennaio, andrà alla ricerca di una nuova squadra in cui trovare più spazio.

Il Siena intanto ha deciso di chiamare a raccolta i suoi tifosi regalando l’ingresso a tutti i giovani sostenitori che non abbiano ancora compiuto il quattordicesimo anno di età, a dimostrazione la gara di domenica sia importante non solo per la Reggina ma anche per i toscani, che sono chiamati a venire fuori da una situazione di classifica non certo rosea.

Pasquale De Marte