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L’Inter “formato Granillo” piega la Reggina

Sample ImageSeconda sconfitta casalinga per la Reggina, che dopo aver ceduto alla Roma lascia i tre punti ad un’Inter poco brillante e che con molta fatica porta a casa l’intera posta in palio.
Pochi avrebbero creduto ad una  Reggina, orfana di Modesto, Vigiani e Amoruso, con un Cozza recuperato in extremis, in grado di creare più di qualche grattacapo alla formazione neroazzura che, nel corso della prima frazione, trova il vantaggio con una rocambolesca segnatura di Adriano che devia un calcio di punizione di Figo, trovando Campagnolo un po’ in ritardo.

Gli amaranto sono tutto ciò che l’Inter non è. La Reggina sembra essere decisamente più squadra, senza individualità ma indubbiamente molto meno cinica della squadra di Mancini, che quasi senza mai concludere in porta amministrano una gara che se fosse finita in pareggio avrebbe rispecchiato ciò che si è visto in campo.
Le occasioni sono tutte di marca calabrese, visto che in più di una circostanza sono le pozzanghere a rallentare l’azione di Ceravolo e Cozza che non trovano il guizzo giusto per beffare un Toldo, in buona serata,  calciando spesso palloni che in un campo meno fangoso sarebbero stati più agevoli da buttare dentro.
I campioni d’Italia appaiono in balia dei meno quotati avversari, che in talune circostanze sembrano mettere in campo un’invidiabile forza fisica, che mette alle strette la retroguardia neroazzura e ancor prima il centrocampo guidato da uno spento Vieira, al rientro dopo molti mesi di assenza.
Cherubin è il più giovane in campo, ma non ha affatto paura e dimostra che in serie A ha tutti i mezzi per poterci stare e non si fa certo intimidire dai grandi nomi che si trova davanti, e nei calci piazzati ha la marcatura più difficile, proprio quella del centrocampista francese che nel gioco aereo viene sovrastato dall’ex centrale del Cittadella. 
Le note più positive, come al solito, arrivano dal centrocampo dove Cascione per la prima volta si concede qualche folata offensiva e gioca la sua miglior partita da quando è a Reggio Calabria, anche perché la protezione di Tognozzi lo libera da numerosi compiti  di interdizione.
Hallfredsson si conferma più che mai pedina fondamentale per questa squadra, per come riesce a coniugare quantità e qualità, e non è un caso che quando, nella ripresa, subisce un fisiologico calo la squadra ne risente rendendosi meno pericolosa dalle parti di Toldo.
Ceravolo e Cozza, davanti, si danno molto da fare, supportati dalla grande generosità di Missiroli, che dopo qualche screzio con il pubblico esce tra gli applausi dei tifosi.
Tuttavia,’assenza di Amoruso si fa sentire soprattutto quando si tratta di concludere a rete, e se anche il capitano, a tempo quasi scaduto, manca il pareggio da posizione favorevole, si capisce quanto il bomber di Cerignola sia indispensabile per questa squadra che manca di concretezza e freddezza davanti alla porta.
L’arbitro Bergonzi, invece, ha, come i suoi colleghi, contribuito a rendere più velenosa del dovuto la sfida del Granillo con una discutibile distribuzione dei cartellini e con un giallo riservato a Vieira, per un fallo da dietro su Tognozzi che secondo le direttive Fifa sarebbe stato sanzionabile col rosso. Cruz, ammonito nel primo tempo, viene graziato in un paio di circostanze dal direttore di gara che fa finta di non vedere che il giocatore fa di tutto per rallentare la ripresa del gioco. Cozza, inoltre, reclama un rigore per un fallo da ultimo uomo, da parte di Chivu. Ci sarebbe anche un fuorigioco inesistente chiamato a Suazo, ma per la legge dei grandi numeri ogni tanto si può anche sbagliare a favore degli uomini di Ficcadenti.
La gara si conclude con un possesso palla dell’Inter che gestisce fino al termine, trovando il modo di mandare in porta prima Cruz e poi Ibrahimovic che trovano Campagnolo pronto. Lo svedese gioca pochi scampoli del match, riuscendo tuttavia a regalare un po’ di spettacolo ad una partita carica di agonismo e intensità, messi in campo, soprattutto, dalla Reggina.

Si dirà che il campo pesante ha giovato alla causa amaranto, si dirà anche che Ficcadenti guida una squadra che è penultima, ma probabilmente ciò che conta per Cozza e compagni è la fiducia del pubblico che saluta i suoi beniamini con un beneaugurante: "Vi vogliamo così". I fantasmi di Udine e Torino (leggasi Juventus) sembrano, ormai, acqua passata.

La Reggina fino ad ora ha camminato, dalla prossima gara dovrà iniziare a correre altrimenti l'"obiettivo permanenza" potrebbe allontanarsi più del dovuto.

Pasquale De Marte

REGGINA-INTER 0-1 (primo tempo 0-1)
MARCATORE: Adriano al 18’ p.t.
REGGINA (4-4-2): Campagnolo; Lanzaro, Valdez, Cherubin, Aronica; Missiroli (Tullberg dal 38’ s.t.), Cascione, Tognozzi (Barreto dal 27’ s.t.), Halfredsson (Montiel dal 30’ s.t.); Cozza, Ceravolo. (Novakovic, Alvarez, Pettinari, Joelson). All.: Ficcadenti
INTER (4-4-2): Toldo; Maicon, Cordoba, Chivu, Maxwell; Figo, Vieira (Ibrahimovic dal 23’ s.t.), Cambiasso, Cesar; Cruz (Suazo dal 37’ s.t.), Adriano (Zanetti dall’11 s.t.). (Julio Cesar, Samuel, Solari, Crespo). All.: Mancini
ARBITRO: Bergonzi di Genova
NOTE: Serata piovosa, terreno pesante e scivoloso. Spettatori 20.000 circa. Ammoniti Aronica, Cruz e Vieira per gioco scorretto, Cozza per proteste, Ibrahimovic per comportamento non regolamentare. Angoli 4-1. Recuperi 2’ p.t., 3’ s.t.