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Reggina, con l’Inter è quasi impossibile

Durante l'estate si era detto che i punti di forza della nuova Reggina erano Modesto,Amoruso e Cozza. Domani contro l'Inter, non esattamente l'ultima arrivata, mancheranno tutti e tre e una partita che sarebbe stata proibitiva anche a ranghi completi, rischia di essere una passerella per la corazzata neroazzurra. Peccato, però, che una gara come quella di domani, potrebbe essere disputata,dagli uomini di Ficcadenti, in tono minore, sebbene alle porte ci sia il ciclo di partite che dovrà riportare in auge le sorti dei reggini, dopo l’impegnativo avvio di stagione.
Le sfide con l’Inter non sono mai state banali . Dal sonoro 6-0 rimediato, a San Siro, nell’anno del “Colomba tris” giunto all’epilogo proprio in quella circostanza, passando per i gol al novantesimo del “Chino” Recoba al Granillo a suggellare vittorie poco limpide e molto spesso neanche meritate per i neroazzurri, che in varie circostanze hanno dimostrato di subire più del dovuto lo spirito combattivo e volitivo delle formazioni amaranto.
Lo 0-0 dello scorso anno nella storia dei confronti tra le due formazioni, giunte ormai al capitolo numero diciassette (considerando i match di Coppa), va archiviato come uno dei ricordi più piacevoli per i tifosi della Reggina, visto che si riuscì a fermare un team, quello di Moratti, che sin dalle prime giornate di campionato aveva ostentato un margine di vantaggio imbarazzante su tutte le avversarie e che forse per la prima volta aveva dato alla squadra di Mazzarri la dimensione di cosa si fosse in grado di compiere .
Episodi come quello degli ottavi di finale di Tim Cup, con Cruz che beffa Belardi all’ultimo secondo di gara con un tiro che dopo una carambola tra la traversa e la schiena del portiere priva gli amaranto dell’accesso al turno successivo, non hanno certo fatto salire l’indice di gradimento per i colori neroazzurri tra la tifoseria reggina.  Non è certo un caso che l’iniziativa dell’ “Inter Village” , installato sul lungomare, promosso dalla società meneghina non sia stata molto gradita dalla stragrande maggioranza dei “calciofili” della sponda orientale dello Stretto.
L’unica vittoria, che coincise con l’esonero di Lippi alla prima giornata dalla panchina della “Beneamata”, rievoca i fantasmi dello spareggio e della retrocessione. I più scaramantici si augurano che la storia non si ripeta e che domani sera al Granillo  ad uscire con i tre punti possa non essere la Reggina.
I presupposti, affinchè vengano accontentati gli amanti della cabala, ci sono tutti.  La Reggina dovrebbe schierare gli stessi reparti di centrocampo e difesa di Palermo, con l’unica variante che Barreto, Valdez e Hallfredsson avranno sul groppone numerose ore di volo e due partite giocate con le loro nazionali.
Il riferimento avanzato sarà, quasi sicuramente, non Amoruso, che dopo il problema agli adduttori non sarà rischiato ed è facile che possa essere rispolverato Tullberg . Cozza potrebbe e dovrebbe farcela, con Ceravolo in preallarme, mentre Vigiani, anche lui acciaccato,  farà posto con ogni probabilità a Tognozzi per far confluire forza e agonismo ad un centrocampo che dovrà reggere l’urto di due come  Vieira, al rientro, e Dacourt. 
Mancini risparmierà Stankovic, non convocato, e il fenomeno Ibrahimovic, pronto a subentrare dalla panchina qualora ci dovesse essere la necessità di togliere le castagne dal fuoco al suo tanto discusso allenatore.  In attacco dovrebbero ci sarà spazio Crespo e Adriano, due che in passato hanno già fatto male alla Reggina.
L’Inter ha già la testa alla partita di Champions di Mosca, ma ha la qualità per vincere le partite senza essere al massimo della concentrazione e toccherà alla squadra di Ficcadenti provare a limitare quanto più possibile la forza dell’avversario, sperando che qualcosa non vada per il verso giusto a Figo e compagni.
A bocce ferme e alla luce della notevole portata delle assenze, la Reggina farebbe anche bene a non presentarsi, ma siccome si gioca a calcio e a Reggio piove da ore, anche il campo pesante potrebbe tifare per la società del presidente Foti.


Pasquale De Marte