Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / La Juve travolge la Reggina (4-0)

La Juve travolge la Reggina (4-0)

Sample ImageContro la Juventus,all'Olimpico, si è vista la solita Reggina, targata Ficcadenti. Ordinata ma inconcludente nel primo tempo, punita ad inizio ripresa dalle solite amnesie difensive.

Vale poco il discorso relativo alla caratura degli avversari, poiché la sconfitta è maturata sugli sviluppi di due palle inattive, come avvenuto già contro la Roma e contro una squadra, quella di Ranieri, che tutto ha dimostrato tranne che di  essere pronta per ambire ad un piazzamento importante, anche se le


numerose assenze possono rappresentare un attenuante per i bianconeri e un aggravante per gli amaranto.

I primi campanelli di allarme erano già arrivati nella prima frazione quando Campagnolo era stato chiamato in più di una circostanza a fare gli straordinari soprattutto su Trezeguet, su una girata di destro e un colpo di testa dal cuore dell'area di rigore neutralizzato con un volo d'angelo dall'estremo difensore amaranto, autore di una buona, quanto inutile, prestazione.

 Tutto questo mentre le mani di Buffon erano state riscaldate da una velleitaria conclusione di Amoruso, piuttosto estemporanea, ma comunque degna di nota, ma il buon Nick sembra parlare una lingua calcistica diversa da quella di molti dei suoi compagni, e la questione non è solo di natura prettamente etnica.

L'immagine emblema della nuova Reggina è quella di un cross, apparentemente innocuo, di Molinaro reso pericoloso dall'incomprensione tra Stadsgaard e il suo portiere, che pur chiamando la palla si ritrova sulla strada della sua uscita il difensore danese

Ci sarebbe anche da ringraziare un guardalinee che per la prima volta dona un favore arbitrale alla Reggina, annullando un regolarissimo gol di Trezeguet per fuorigioco.

Poi arriva il solito minuto di ordinaria follia, la cui capacità di far danni era già stata provata nel confronto di dieci giorni prima contro i capitolini, che se allora si era concretizzata con la rete di Juan e l'espulsione di Valdez, oggi ha avuto riscontro in due calci d'angoli affrontati con marcature, da parte della retroguardia reggina, che definire allegre sarebbe un eufemismo.

A punire l'incolpevole Campagnolo ci ha pensato Legrottaglie, sfruttando il solito velo in piena area di rigore degli avversari, dopo Aquilani tocca al tanto bistrattato Criscito, e girando di destro all'angolo basso, come il più navigato degli attaccanti.  Niente male, per uno che fino a oggi una partita da titolare, in bianconero, non la giocava da anni.

Nell'occasione del raddoppio sono addirittura due i giocatori che riescono a smarcarsi, prima Trezeguet che trova piuttosto fortunatamente, di destro, un assist per Salihamidzic  che da mezzo metro non può mancare il bersaglio.

Se la squadra sembra in confusione, Ficcadenti lo  è di più visto che mantiene in campo lo spento Joelson e fa si che Montiel rilevi Ceravolo, che di certo aveva destato un'impressione, di certo non buona, ma comunque migliore del brasiliano.

L'altro cambio del tecnico non dà certo risultati entusiasmanti, fuori Barreto dentro Tognozzi. Appena prima di un paio di calci piazzati che avrebbero potuto essere delle buone occasioni per il paraguayano e che l'ex pescarese non faccia il filtro giusto sull'azione che porta Trezeguet a siglare il suo gol numero centouno in serie A, il terzo bianconero della serata.

Intanto, l'ultimo spunto lo offrono l'infortunio di Buffon  e il solito Ficcadenti, che  a dieci minuti dal termine fa si che ad entrare in campo siano Cozza e Belardi, giusto il tempo per salutarsi tra vecchi amici e scorrazzare un po' per il campo nel corso di una partita che aveva già detto tutto, fatta eccezione per il quarto gol di Palladino, utile soprattutto per dare un segnale di quanto poca cosa sia questa Reggina, che crolla di fronte a una squadra che non sembra certo una corazzata.

Pasquale De Marte