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Reggina, con la Juve tocca a Joelson e Ceravolo

Squadra che vince non si cambia,  peccato che la Reggina non possa fare tesoro di questo insegnamento, dato che gli amaranto sono ancora alla ricerca della prima affermazione in campionato e vengono dal pesante ko di Udine, non tanto per il risultato maturato quanto per la prestazione offerta:  incolore e priva di mordente .

Ed ecco che mercoledì, per provare a riscattarsi, il calendario offre un impegno che definire proibitivo è un eufemismo, visto che fare risultato all'Olimpico contro la Juventus sarà impresa ardua, specialmente se le credenziali sono quelle che la squadra ha ostentato a Udine e nel secondo tempo contro la Roma.  Ficcadenti è finito nell'occhio del ciclone a causa delle sue scelte impopolari e una piccola polemica, nata dalle dichiarazioni di Aronica secondo cui quattro persone non possono giocare per undici, non lo aiuta certo a preparare la sfida infrasettimanale.

Di sicuro, oggi Modesto ha provato a gettare acqua sul fuoco rilevando come la seconda frazione di quindici giorni fa, fosse solo stata condizionata dall'inferiorità numerica e che la prova di Udine debba essere soltanto considerata una gara andata male sotto tutti i punti di vista.

La doppia seduta di oggi ha fatto si che trapelasse qualcosa sugli undici che saranno schierati dall'inizio, che come detto, non saranno certo gli stessi scesi in campo al Friuli. 

Le novità principali, manco a dirlo, riguarderanno l'attacco, dove Amoruso sarà schierato in una posizione che non gli piace molto, quella di centravanti. L'ex di turno, alla luce della pochezza tecnica del reparto offensivo, se ne farà una ragione e si sacrificherà.  Sarà arrivato forse il momento di Cozza ? Ovviamente no, visto che nella seduta tattica odierna sono stati provati Ceravolo e Joelson.

Può darsi che si siano volute mischiare le carte, ma è pur vero che l'ipotesi potrebbe essere valida, tenuto conto che Tullberg, abbastanza anonimo in queste sue prime apparizioni in amaranto, non si è allenato nel pomeriggio e che potrebbe essere riservato un turno di riposo a Vigiani.  E  se il numero dieci dovesse addirittura diventare la sesta scelta offensiva di Ficcadenti, smentire la presenza di un "caso Cozza" sarebbe quantomeno poco credibile.  Ma non è escluso che alla fine possa essere arrivato il suo momento.

Centrocampo e difesa saranno composti dagli stessi uomini, anche se resta da chiarire chi tra Lanzaro e Stadsgaard, andrà a fare l'esterno destro della retroguardia.

La "neopromossa" Juventus, intanto, dopo aver fermato la Roma a domicilio, dietro,  dovrà fare a meno per diversi mesi di Andrade  e contro la Reggina, a meno che Ranieri non voglia rischiare Legrottaglie, abbastanza inviso alla tifoseria bianconera, dovrebbe essere Chiellini a schierarsi centralmente lasciando il settore sinistro al'ex senese Molinaro.

Il ritorno di Almiron potrebbe relegare Nocerino in panchina, ma la buona prova del giovane a Roma potrebbe indurre il tecnico juventino a escludere lo stesso argentino.

Per il resto la squadra dovrebbe essere la stessa di Domenica, e a far paura è soprattutto il tridente formato da Del Piero, Iaquinta e Trezeguet che se ha bucato per due volte l'inespugnabile fortino romanista, potrebbe fare un sol boccone della difesa  reggina, che in queste prime partite ha alternato buone cose a imbarazzanti amnesie e marcature a volte troppo larghe, basti pensare a come Di Natale si sia trovato a poter piazzare la palla dal cuore dell'area di rigore con due metri di spazio in occasione della prima marcatura dell'Udinese, e di come gli sia stato consentito di fare un taglio trasversale che lo ha messo nelle condizioni di mettere a segno un gol da cineteca.

I tifosi, almeno loro,  nonostante tutte le perplessità,  nel miracolo ci credono, anche  perché si sa Torino è una città in cui sono state scritte le pagine più belle della storia della Reggina.

Pasquale De Marte