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Reggina-Atalanta,1-1 al veleno

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Anno nuovo,vita vecchia. Reggina in vantaggio e raggiunta a fine gara dall'Atalanta,grazie a un rigore discutibile assegnato dall'arbitro Brighi. La gara è andata avanti sui binari dell'equilibrio, sebbene gli amaranto abbiano tenuto di più e meglio il campo. Cozza fuori, in favore di Vigiani; la mossa è sorprendente ma giustificabile col fatto che il capitano avrebbe sofferto più degli altri le proibitive condizioni atmosferiche. Il gran caldo spinge le

squadre a usare molta prudenza nella prima frazione, e il gioco si svolge prevalentemente a centrocampo; le cerniere delle due squadre si annullano a vicenda. L'unico sussulto arriva grazie a una conclusione di Barreto.

 Il gioco in velocità e sulle fasce della squadra di Ficcadenti mette alle corde la difesa molto alta dell'Atalanta e le continue sovrapposizioni di Vigiani e Barreto da una parte, Modesto e Halfredsson dall'altra, permettono di creare diverse situazioni interessanti, ma la mancanza di lucidità e probabilmente di un giocatore come Cozza fa si che la qualità latiti e che non si trovino le condizioni per dettare l'ultimo passaggio.

La stanchezza arriva e con essa  le prime palle lunghe per Amoruso, che soffre la fisicità di Carrozzieri e Talamonti. Ceravolo e Tognozzi al posto dell'islandese e di Vigiani, danno nuova linfa alla manovra e Joelson, dopo pochi minuti, si ritrova solo davanti a Coppola calciando sull'esterno della rete, da posizione molto vantaggiosa. Tocca ad Amoruso sbloccare il risultato con un colpo di testa, su cross di Modesto, che prima impatta sul palo interno e poi finisce in rete dopo aver colpito l'estremo difensore atalantino. La Reggina tiene bene il campo e la partita pare destinata a scivolare senza particolari sussulti, finchè Brighi vede Valdez tirare la maglia di Zampagna, spalle alla porta, in piena area di rigore. Più di qualche dubbio sulla decisione del fischietto cesenate, ma Doni non si fa pregare e trasforma il penalty che permette all'Atalanta di raggiungere il risultato di parità che non cambierà fino al termine.  Niente male per una squadra che non aveva  concluso verso la porta  in nessuna circostanza e mai aveva dato l'impressione di poter mettere in difficoltà Campagnolo, evidenziando una filosofia di gioco improntata alle poco nobili qualità dell'ostruzionismo e della fallosità.  A fare la differenza probabilmente l'esperienza e la malizia sportiva di uomini come Zampagna e Doni, ma anche un allenatore come Del Neri che da sempre allena squadre che fanno del gioco sporco e dei tanti cartellini subiti una delle loro peculiarità.  I tanti ammoniti fra le fila orobiche non son sono certo un caso. Grande attenzione in difesa, enorme mole di lavoro da parte del centrocampo e il solito Amoruso sembrano essere un buon viatico per puntare alla permanenza nella massima serie per l'ennesima stagione, aspettando un attaccante che possa fornire delle alternative negli schemi offensivi, soprattutto sulle palle alte, e forse un uomo difensivo di fascia destra, più idoneo di Lanzaro a occupare quel ruolo.

Pasquale De Marte